Croppi, Presidente della Quadriennale di Roma: apriamo il 30 la mostra, per dovere verso la città e segno di speranza nel futuro

2' di lettura 27/10/2020 - 43 Artisti, più di 300 opere, oltre 4.000 m2 di spazi espositivi: ecco i numeri della Quadriennale d’arte 2020, a cura di Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, che vuole restituire una nuova lettura dell’arte italiana dagli anni Sessanta ad oggi, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

La Quadriennale d’arte 2020 (al Palexpo di Roma sino al 17 gennaio 2021, apertura il 30 ottobre, preview il 29 mattina, molto contingentate per rispetto delle norme anti-Covid) è organizzata dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, presieduta da Umberto Croppi, e dall’Azienda Speciale Palaexpo. Principale partner istituzionale della mostra, con un importante contributo ad hoc, è il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Principale sponsor, l’Eni (e tra gli altri,Terna e TIM); principali partner, Intesa Sanpaolo e Gucci. A tutti questi si aggiungono contributi di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Istituto per il Credito Sportivo.

“Abbiamo investito molto in un allestimento complesso, con una movimentazione delle opere importante”, ha detto alla stampa il Presidente della Quadriennale, Umberto Croppi . “È stato un anno intero di lavoro assiduo e manteniamo intatto il calendario. E poi ricordo che la Quadriennale si svolse perfino nel ’44, in piena guerra mondiale: ha una tradizione di sfida rispetto al contesto”. Croppi ha voluto sottolineare l’importanza di aprire la grande mostra (smentendo le voci che la davano per rimandata al 2021) come impegno civile e morale verso Roma e verso tutto il Paese: dando al tempo stesso, un forte segnale di speranza per il futuro.

“FUORI”, il titolo emblematico della mistra proposto dai curatori, è, precisa un comunicato ufficiale, “un invito a uscire dagli schemi, dalle costrizioni e dalle categorie che nel passato hanno imbrigliato l’arte, un’esortazione a superare i confini tra arti visive e altre discipline, per comporre un panorama multigenerazionale e multidisciplinare (moda, teatro, musica, danza, film, architettura, design). FUORI è un coro dissonante di approcci femminili, femministi e queer all’arte contemporanea”: Questo titolo, però, precisa sempre il Presidente Croppi, non va inteso come diretta rievocazione dell’omonimo movimento libertario di sinistra (il “F.U.O.R.I”, appunto) che, negli anni ’70, iniziò a dar voce alle istanze degli ambienti GLBTQ: “Nei materiali informativi della Quadriennale si e’ fatto anche riferimento a quel tema, ma non e’ certo la motivazione in base a cui e’ stata allestita e pensata questa mostra. I temi del gender e della sessualita’ sono presenti, certo”, ma “proprio perche’ e’ l’arte che li registra e li racconta”.

Il progetto d’allestimento della mostra è di Alessandro Bava; il progetto di storytelling, in dialogo con l’archivio Quadriennale, di Luca Scarlini.






Questo è un articolo pubblicato il 27-10-2020 alle 09:30 sul giornale del 28 ottobre 2020 - 270 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Fabrizio Federici

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