Magi (Presidente OMCeO): troppi compiti ai medici di famiglia, urge creare, a Roma e nel Lazio, le Unità Speciali previste dalla legge

2' di lettura 28/10/2020 - Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, e' stato ospite - riferisce l’agenzia “DIRE” - del programma 'L'imprenditore e gli altri', condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell'Universita' “Niccolo' Cusano”, su Cusano Italia Tv: dal suo intervento è venuto fuori un quadro obiettivo – senza allarmismi, ma anche senza ottimismo superficiale – della situazione sanitaria di Roma e del Lazio.

"Siamo sotto pressione - ha detto Magi -per il fatto che molte persone si rivolgono al pronto soccorso anche se non ci sono motivi importanti, c'e' gente che si presenta con 37.1. Ma questo dipende anche dalla paura che tutti hanno, anche perche' hanno avuto informazioni un po' a singhiozzo e contraddittorie, la gente e' disorientata e non avendo risposte sul territorio si rivolge agli ospedali, e questo crea un affollamento molto importante”.

Non siamo come nei primissimi tempi dell’epidemia, è chiaro, ma sono evidenti le conseguenze del clima di paura e allarmismo continuo. “Altro problema e' la carenza di posti letto per malati covid che possono essere gestiti senza andare in terapia intensiva”.

“Al medico di famiglia – ha proseguito Magi soffermandosi appunto sulla situazione dei “camici bianchi” - sono stati dati troppi compiti per una persona sola. Deve visitare tutti i pazienti, deve fare tamponi (anche se questi su base esclusivamente volontaria), certificazioni, vaccini, e tutto ciò non e' possibile. Quello che sta mancando e' l'organizzazione delle Usca (le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, la cui creazione sul territorio, su base anzitutto regionale, era stata sollecitata dal governo sin dal Decreto legge 14 del 9 marzo scorso, un giorno dopo l’avvio del lockdown). Le Usca nel Lazio non sono state organizzate in maniera corretta, oggi ci sono delle Usca che piu' che altro si stanno interessando dei tamponi, di organizzare azioni immediate per cercare di assistere le persone, ma non in maniera organizzata. Purtroppo continuiamo a vedere la sanità divisa in compartimenti stagni quando invece e' composta da equipe che fanno parte di un'unica organizzazione. Ora ci ritroviamo a fare la guerra senza averla programmata, la guerra si prepara durante la pace e non durante la battaglia".

E sui tamponi rapidi: "Ci sono buoni riscontri sull'efficacia dei tamponi salivari - ha risposto - utilizzare anche questi sarebbe piu' semplice e piu' pratico".
Altre patologie trascurate? "Il Covid e' una situazione d'emergenza, ma non dobbiamo dimenticare tutte le altre malattie…In Italia ci sono 24 milioni di pazienti cronici (piu’ di un terzo della popolazione) che hanno bisogno di essere seguiti nelle loro terapie. Dovremmo avere ospedali Covid e ospedali no-Covid che seguono gli altri pazienti. Avendo poche strutture, avendo chiuso molti ospedali e avendo pochi specialisti sul territorio, questo e' il risultato", ha concluso Magi.






Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2020 alle 08:54 sul giornale del 29 ottobre 2020 - 215 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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