Natali Ochoa, imprenditrice ecuadoregna a Roma: "La cucina di un popolo elemento essenziale della sua identità culturale"

3' di lettura 30/11/2020 - La cucina di un popolo come elemento essenziale della sua identità culturale. Questo, uno dei concetti base emersi dal dibattito tenutosi a Roma, in Via Tuscolana, presso il pub-bisteccheria ”Papà non vole”. Un’iniziativa di Natali Ochoa, imprenditrice ecuadoregna da molti anni operante in Italia: coadiuvata nell’organizzazione da Alexandra Tercero (anche lei dell’ Ecuador), organizzatrice di manifestazioni e convegni e mediatrice interculturale.

“Per ognuno di noi, gli anni dell’infanzia, con le esperienze vissute allora, chiaramente sono decisivi per tutta la sua formazione morale e intellettuale. "Nel mio caso", ha ricordato Natali, “la vita semplice condotta per anni in Ecuador con la mia famiglia – io e altre 3 sorelle, con mia madre che era venuta a lavorare qui in Italia, praticamente cresciute tutte da mia nonna, che è ancora energica nonostante l’età molto avanzata – mi ha veramente formato per l’esistenza. Abbiamo imparato valori essenziali come il vivere in modo molto semplice, l’attaccamento al lavoro, il rispetto degli altri. Ed anche l’importanza di un’alimentazione basata sempre su elementi essenziali, naturali, genuini”.

“Da piccola – ricorda ancora Natali – ho imparato, da mia nonna, a coltivare manioca, fagioli, mais, e tanti altri ortaggi, e frutti. Ci nutrivamo soprattutto di legumi, latte, latticini, e tanti altri prodotti naturali: tutto, sempre con grande curiosità e voglia di imparare, e soprattutto di migliorare. Tanti anni dopo, iniziato a lavorare qui in Italia, ho messo a frutto tutte queste esperienze: anche aprendo questo locale, dove serviamo piatti - di cucina sia italiana che ecuadoregna - preparati sempre in modo molto semplice e genuino. Bella soddisfazione è stata, tra l’altro, avere qui nel locale anche vari connazionali ecuadoregni, felici di assaggiare pietanze sempre dell’Ecuador che non conoscevano, essendo tipiche di altre regioni del Paese diverse dalle loro. Vogliamo, comunque, fare di questo locale un punto di riferimento per le varie comunità latino-americane presenti a Roma”.

Una delle basi della cucina ecuadoregna è il formaggio ( il “Queso lojano”), fatto semplicemente con latte, caglio e sale: che gli invitati alla degustazione han potuto provare sia nella versione piu’semplice che arricchito da salsette e marmellate. La degustazione è stata allietata anche dagli interventi musicali dell’artista ecuadoregno Carlos Paz (membro, tra l’altro, della celebre “Orchestra di Piazza Vittorio”, nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali per valorizzare - all’insegna del multiculturalismo musicale - l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città).

Sono intervenuti, inoltre, Betti Cannova, operatrice sociale (tra i partecipanti, con Alexandra Tercero, al programma di formazione professionale per l’imprenditoria femminile “BizMiz Project”, cofinanziato col progetto Erasmus della UE), Paulina Obando,imprenditrice ecuadoregna, Ana Cajas, proprietaria della Web radio di area sudamericana “WR Vox Mundi”, Miryam Janeth Vargas, imprenditrice nell’arte orafa, e Fiorella Magnera, consulente finanziaria.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2020 alle 11:35 sul giornale del 01 dicembre 2020 - 527 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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