Alla galleria d'arte Gargosian in Via Crispi, sino all'11 marzo la mostra del poliedrico artista USA Richard Artschwager

2' di lettura 13/01/2021 - In pieno centro dell’Urbe, in Via Francesco Crispi, in un edificio del 1921 utilizzato in precedenza come banca, ha sede lo spazio espositivo (esattamente il settimo in tutto il mondo) della storica Galleria d’arte Gagosian, aperta nel 1979 da Larry Gagosian, commerciante d'arte e gallerista americano con origini armene, da molti ritenuto tra le personalità piu’ influenti dell’arte a livello internazionale.

Proprio giovedì 14 gennaio, da Gargosian apre una mostra di opere dell’artista Americano Richard Artschwager (1923-2013), appartenenti a un periodo chiave della sua carriera, dal 1964 al 1987.

0642086498 è il numero cui telefonare per sapere se la mostra è visibile dal vivo: essendo le gallerie d’arte, in questo periodo, generalmente chiuse secodo le norme antiCovid.

Richard Artschwager, nato nel 1923 a Washington, DC, è morto nel 2013 ad Albany (New York).Ha al suo attivo importanti mostre personali organizzate, nel’arco di decenni, in tutto il mondo. I suoi lavori sono inclusi, tra le altre, nelle seguenti collezioni: Centre Pompidou, Parigi; Tate Art Gallery, Londra; Museum of Modern Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; e Art Institute of Chicago. Il lavoro di questo artista è stato variamente descritto come Pop, perché (un po' come nella migliore tradizione novecentesca del collage) incorpora oggetti quotidiani e materiali commerciali; come Minimal, per le sue forme nitide e la sua presenza solido-geometrica; e come Concettuale, per il suo coinvolgimento intellettuale con il significato. Questa rara rassegna testimonia la sua abilità nel riorganizzare le strutture percettive, mettendo a confronto diretto il mondo illusorio e figurato delle immagini con quello concretamente umano degli oggetti.

Impiegando materiali sintetici, commerciali e industriali, Artschwager ha trasformato le sue fonti con quella imperturbabile arguzia visuale che rende “inusuale” il familiare. Un catalogo illustrato bilingue sarà pubblicato in occasione della mostra, con un saggio del curatore Dieter Schwarz.






Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2021 alle 09:10 sul giornale del 14 gennaio 2021 - 132 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Fabrizio Federici

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