Scomparso a Roma Clemente Scifoni, gappista tra i principali protagonisti della Resistenza romana

2' di lettura 14/01/2021 - E' scomparso a Roma - informa l'ANSA - Clemente Scifoni, uno degli ultimi gappisti, figlio del "nido di vespe": quel gruppo di giovani insorgenti, tra Torpignattara e il Quadraro, ambedue quartieri fortemente popolari, che combatte' apertamente i nazifascisti durante l'occupazione tedesca della capitale (1943-'44).

Scifoni era stato uno di quei giovanissimi combattenti, essendo nato il 17 ottobre del 1925 nel quartiere di Torpignattara, da una famiglia operaia e antifascista. Uomo sempre modesto e schivo, non parlava volentieri della sua storia personale e delle sue audaci azioni di gappista della VI Zona della Resistenza romana, zona che comprendeva i quartieri della periferia sud-est della Capitale (Torpignattara, Quadraro, Centocelle, Quarticciolo, Gordiani).

Clemente non aveva esitato dopo l'8 settembre, ad aderire alla Resistenza tra le fila dei GAP, Gruppi di azione patriottica che, sotto la direzione e il coordinamento del comando militare del CLN, avevano il compito di attaccare con azioni di guerriglia urbana i reparti tedeschi e le formazioni militari fasciste. Il modo di attaccare il nemico da parte dei GAP fu criticato, all'epoca, anche da ambienti non contrari alla Resistenza, perchè spregiudicato e improvviso, tale da non lasciar letteralmente il tempo di rispondere al fuoco (di uno di questi attacchi sarebbe rimasto vittima, ad aprile del '44 a Firenze, il filosofo, simbolo del regime fascista, Giovanni Gentile). Proprio a Roma est, poi, ad aprile del '44, appunto un gappista, Guglielmo Blasi, uomo dedito però a truffe e rapine, passò dalla parte dei tedeschi, causando con la sua delazione, notevoli problemi alla Resistenza romana.

L'impresa più spericolata di Scifoni, quella che lo rese celebre tra i ranghi della Resistenza romana (e che gli costò un processo nel dopoguerra, in cui fu assolto perché la sua venne riconosciuta come “eroica azione di guerra” dal Tribunale di Roma: anche se, in attesa del processo, fu costretto alla carcerazione preventiva per ben due anni), fu l’eliminazione del commissario di polizia Stampacchia, uno di quei collaborazionisti, al soldo delle SS di Kappler, che avevano il compito di scoprire, denunciare e arrestare - e, dopo l’arresto, consegnare al comando tedesco di via Tasso - tutti i sospetti di attività o anche di semplice simpatie antifasciste.

Dopo essersi nascosto a lungo 'nel nido di vespe', Clemente fu catturato e portato a via Tasso. Fu torturato ma scampò alla deportazione con l'arrivo a Roma degli alleati, il 4 giugno del '44. Gran parte della sua vita l'ha dedicata poi alla memoria e alla testimonianza dell'antifascismo militante.
La funzione funebre per Clemente Scifoni si svolge venerdì 15 gennaio, presso il tempietto del Verano alle ore 15.00.






Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2021 alle 23:34 sul giornale del 16 gennaio 2021 - 228 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

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