Scomparso, a Roma, Lucio Galbersanini, cattolico laico, studioso dell'Italia unita e del senso della storia

2' di lettura 20/01/2021 - E' scomparso, a Roma, Lucio Galbersanini, religioso laico della Famiglia Marianista ( che era stata fondata, nelle due diverse articolazioni delle Figlie di Maria Immacolata e dei Padri Marianisti, nel 1816 e 1817, dal religioso francese Guillaume-Joseph Chaminade,1761-1850). Nativo del Norditalia, Galbersanini aveva dedicato la vita all'insegnamento di storia e filosofia ai ragazzi del Liceo, nel celebre Istituto scolastico romano "Santa Maria" (fondato e retto appunto dai Padri Marianisti) di Viale Manzoni: alternando l'insegnamento a un'autonoma, continua attività di ricercatore storico, autore di saggi su riviste specializzate.

Con passione e forte senso critico, trasmettendo agli alunni anche i valori cristiani, nel solco del Concilio ma sempre, al tempo stesso, col giusto spirito laico che deve animare lo studioso, Lucio (di cui chi scrive, tanti anni fa, era stato alunno) cercava di far capire, anzitutto, il senso profondo della storia, come dialogo senza fine tra presente e passato: citando Braudel, Berdjaev, ma anche Tranfaglia e De Felice. Senza mai smarrire i legami con l'attualità - dal contesto geopolitico eurasiatico ai temi dell'integrazione europea - ma combattendo fortemente qualsiasi visione ideologica della storia e qualsiasi forma di estremismo ("Del fascismo - precisava - io vi parlerò, certo, ma da un punto di vista storico, non politico”: ed eravamo, ricordo bene, nel 1973, in pieni incipienti anni di piombo"!). Pochi anni fa, era riuscito a rintracciare addirittura un anziano superstite dell'eccidio di Cefalonia (settembre 1943), portandolo a parlare appunto al "Santa Maria", tra l'entusiasmo dei ragazzi. Entusiasmo che Lucio non mancava regolarmente di accendere, distribuendo in classe fotocopie di articoli e libi, testimonianze varie (ad esempio, di "gente comune" vissuta negli anni del "biennio rosso" e poi nero (1919-'22), tutto quello che poteva servire per una didattica vera.

E per questo era benvoluto dai colleghi e, soprattutto dagli studenti: alcuni dei quali, addirittura mi raccontavano, anni fa, di aver assimilato bene storia e filosofia, all'Università, usando non tanto i testi universitari, quanto ancora i vecchi appunti del Prof. Galbersanini. Questo, al di là del carattere non sempre facile da decifrare, le cui "impennate" erano, però, sempre temperate da una profonda umanità.

Le esequie, mercoledì 20 gennaio all'Istituto Santa Maria, in Viale Manzoni, 5.






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2021 alle 11:06 sul giornale del 21 gennaio 2021 - 271 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

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