Mussolini (Lista "Con Giorgia") e Rocca (FdI): quali misure ha messo in campo Roma Capitale per contenere la trasmissione del Covid dal campo rom di Castel Romano?

3' di lettura 11/02/2021 - «Il cluster nel maxi campo rom di Castel Romano, oltre a essere una bomba a orologeria pronta a esplodere con numeri e conseguenze addirittura più gravi rispetto a quelle già registrate nei giorni scorsi, potrebbe rivelarsi un fenomeno tutt'altro che isolato".

"Anche altri insediamenti, abusivi e non, potrebbero, infatti, diventare a breve focolai pericolosi. Sottovalutarlo è da irresponsabili perché significa mettere a repentaglio, oltre alla salute delle persone che vi vivono, l'intera cittadinanza, che finirebbe per essere esposta a un forte rischio di contagio". Così si esprimono Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica "Con Giorgia" e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale, e Federico Rocca, responsabile romano Enti Locali di FdI.

"Proprio per questo motivo - proseguono - oggi stesso verrà presentata un'interrogazione urgente, che punta a conoscere le misure messe in campo da Roma Capitale per contenere la trasmissione del Covid sia all'interno della baraccopoli in questione che in altre realtà, simili a questa, presenti sul territorio cittadino. E' bene che vengano chiarite senza inutili giri di parole le modalità con le quali si sta procedendo ai controlli sanitari per l'individuazione del virus, e che venga anche confermata l'eventuale messa in quarantena dei contagiati: i quali, diversamente, potrebbero continuare a circolare liberamente in città con le ovvie conseguenze del caso".

Nella baraccopoli sulla via Pontina, ricordiamo, sono stati rilevati, nei giorni scorsi, 12 casi di positività al Coronavirus, tra cui 4 bambini; e in totale sono 48 - secondo dati forniti dal sindacato di polizia locale SULPL - le persone sottoposte attualmente a regime di quarantena. Come recentemente richiesto con una nota interna dal comandante del Corpo, Ugo Angeloni, gli agenti sono stati messi a controllare che nessuno esca, ma lo fanno con solo una mascherina chirurgica e un paio di guanti in lattice. "Vorremmo dotazioni migliori", il segretario aggiunto romano del SILPL, Marco Milani, dichiara alla stampa locale, "e vorremmo anche la priorità immediata (su base volontaria) nel piano vaccinale. Siamo continuamente esposti a un rischio". Senza contare "l'istituzione di un giusto adeguamento contrattuale" per mansioni che ai vigili della Capitale in realtà non toccherebbero.

La situazione, insomma, rischia di diventare esplosiva: considerando soprattutto che l'intera area della baraccopoli di Castel Romano, ricordiamo, è stata posta sotto sequestro giudiziario a luglio scorso, quando la Polizia locale diede esecuzione al sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma sia nell'area cosiddetta "F" del campo rom che nelle zone limitrofe, dove nel corso degli anni si sono formate vere e proprie discariche abusive.Tutto questo, mentre le condizioni igieniche del campo sono a dir poco carenti (manca l'aqua potabile!). Gran parte dei risiedenti (540 persone circa), sempre secondo l'autorità giudiziaria, da settembre scorso avrebbe dovuto essere trasferita in un centro d'acoglienza, o un hotel, o B. & B., liberando l'area; ma a tutt'oggi, le famiglie non sono ancora state trasferite.






Questo è un articolo pubblicato il 11-02-2021 alle 12:07 sul giornale del 12 febbraio 2021 - 127 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

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