L'ACoS presenta l'edizione 2020 dell'Indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali a Roma

3' di lettura 17/02/2021 - Dopo alcune anticipazioni pubblicate nella Relazione Annuale 2020, ACoS, Agenzia per il Controllo della qualità dei Servizi di Roma Capitale, presenta in versione integrale la XIII Indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali a Roma.

L’edizione 2020 - come puntualmente riferito e analizzato da questa testata - è stata condotta in due fasi, una prima a maggio e una seconda in autunno, per verificare l’impatto sulla popolazione degli eventi eccezionali che hanno accompagnato fin dai primi mesi dell’anno il diffondersi dell’emergenza sanitaria.

Il voto medio attribuito alla qualità della vita in città in entrambe le campagne di rilevazione è un 6 pieno, tornando sulla sufficienza dopo sette anni altalenanti con il livello più basso toccato nel 2016 (5,1). Pur soffrendo i divieti e le limitazioni in vigore nel primo lockdown, i cittadini hanno apprezzato una ritrovata vivibilità degli spazi urbani, sottratti al costante sovraccarico di traffico e inquinamento. Questo risultato non è affatto scontato e anzi si traduce in un appello allarmante a migliorare la qualità dei servizi, perché dà la misura di una popolazione talmente esasperata dalla gestione dell’ordinario da giudicare migliore la propria condizione persino in un contesto emergenziale, nonostante le limitazioni alla libertà personale.

Il voto più alto sulla qualità di vita in città è stato espresso dai residenti del I municipio nella prima fase d’indagine (6,3); il più basso è il 5,8 registrato nei municipi V e X, rispettivamente nella prima e seconda fase. La rilevazione di primavera segna un netto contrasto tra il centro e le periferie, mentre in autunno anche le zone più esterne al GRA hanno recuperato fino alla piena sufficienza. Contrariamente agli anni passati, il giudizio sulla qualità della vita nella propria area di residenza è risultato meno favorevole rispetto a quello della vita a Roma in generale, effetto negativo probabilmente dovuto alle difficoltà vissute durante l’isolamento e ai limiti imposti agli spostamenti.

Agli intervistati è stato chiesto, in entrambe le fasi di indagine, di attribuire un voto anche a 18 servizi pubblici locali. I risultati confermano sia l’alto gradimento per alcuni settori quali l’idrico e la cultura, sia le abituali insufficienze, anche se i voti sono meno negativi che in passato: i trasporti sono stati infatti valutati più favorevolmente del solito a maggio, con un 5,2 al tpl di superficie e il 5,8 alle metropolitane, vicino alla sufficienza per la prima volta dal 2016 (ma tornano a peggiorare a ottobre con il progressivo ritorno alla normalità); il fanalino di coda restano la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti, che – nonostante il miglioramento di quasi due voti rispetto al 2019 per entrambi i servizi – si attestano sul 4,5 nella prima fase, per stabilizzarsi sul 4,6 nella seconda. Diventano invece “osservati speciali” le aree verdi e l’illuminazione pubblica, servizi percepiti in progressivo peggioramento fino all’insufficienza, e che rientrano, insieme ai trasporti e all’igiene urbana, fra le priorità di intervento individuate proprio grazie alle indicazioni degli utenti intervistati.

Le interviste di ognuna delle due fasi di rilevazione, condotte con metodo CATI, sono state somministrate a due diversi campioni di 5.760 residenti dai 15 anni in su, stratificati per genere, età e distribuzione territoriale in modo da ottenere una significatività statistica elevata anche a livello di singoli municipi.






Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2021 alle 09:06 sul giornale del 18 febbraio 2021 - 129 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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