Corsa al Campidoglio, Calenda prosegue (nonostante l'ormai quasi certa discesa in campo anche di Gualtieri)

2' di lettura 18/02/2021 - Carlo Calenda, leader di "Azione", formazione dal sapore, diremmo, macronian-sturzian-rooseveltiano ("Investire, proteggere, liberare", sono le 3 parole d'ordine del nuovo movimento, visibili sul suo sito), non ha affatto intenzione di ritirarsi dalla corsa per il Campidoglio. "Sarebbe sbagliato", ha detto Calenda intervistato a 'L'Aria che tira' su La7, parlando appunto di una sua candidatura per il centrosinistra.

Premesso che ancora non si sa - causa le molto piu' importanti ragioni della lotta al Covid-19, che, però, non devono paralizzare la democrazia - quando saranno esattamente le elezioni comunali (maggio? giugno? settembre?), nei giorni scorsi si è parlato di una possibile decisione di Calenda di interrompere la campagna elettorale per Roma, partita già lo scorso ottobre: in seguito alla discesa in campo (ancora, però, da ufficializzare) dell'ex-ministro dell'Economia Roberto Gualtieri per il centrosinistra. Il nome forte che il PD, specialmente, da tempo invocava.

Ma a quanto pare, non è intenzione del leader di Azione mollare il campo. E, secondo quanto riferisce, tra l'altro, l'altro quotidiano romano "RomaToday", non ha, però, neanche intenzione di partecipare alle elezioni primarie del centrosinistra, nel caso alla fine venissero confermate. La corsa sarà in solitaria.

Veramente, Calenda In più occasioni ha pubblicamente dichiarato che in caso il Partito democratico fosse riuscito a tirare fuori dalla manica l'asse potenzialmente vincente, il "nome forte" tanto agognato per espugnare Palazzo Senatorio, sarebbe stato disposto a fare un passo indietro. Ma - ha detto Calenda al citato quotidiano - "Questo poteva avvenire nella fase iniziale, quando si è cominciato a discutere. Ora io ho costruito un lavoro immenso, una squadra di persone che sta lavorando sui temi di Roma, sono entrato nelle cose e l'ho spiegato alla città. Ho girato 15 municipi uno per uno e incontrato più di 500 associazioni. Io vado avanti, che senso avrebbe per me fare un passo indietro. Sarebbe sbagliato" , ha concluso. "Abbiamo un tavolo del centrosinistra, ne parleremo, sono molto aperto, capisco che deve essere uno sforzo il più collettivo possibile ma non ho intenzione di ritirarmi".






Questo è un articolo pubblicato il 18-02-2021 alle 09:44 sul giornale del 19 febbraio 2021 - 137 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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