Si discute online di bambine nei conflitti armati e giustizia penale internazionale

3' di lettura 18/03/2021 - S’è svolto mercoledì 17 marzo, in modalità virtuale, sulla piattaforma delle Nazioni Unite http://webtv.un.org/ l’evento “Violenza su bambine in conflitto armato. Il ruolo del sistema della giustizia penale internazionale”.

Il Webinar è stato organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano insieme a: Corte Penale Internazionale; Niger; Belgio; El Salvador; Norvegia; Unione Europea; Ufficio del Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per i Bambini nei conflitti armati; Save the Children; Global Coalition to Protect Education from Attack e Universities Network for Children in Armed Conflict.

Un dibattito aperto e una altrettanto aperta sfida per la Comunità Civile, che si impegna a trovare nella giustizia penale internazionale la risposta efficace e univoca per la protezione delle bambine vittime di abusi e violenze in situazioni di conflitto, alla luce della storica Risoluzione 1325 del 2000 su “Donne, Pace e Sicurezza”, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

I relatori, nello specifico, si son soffermati sull’individuazione e sull’analisi delle proposte e delle misure di implementazione che possono contribuire – in maniera concreta – a ridurre le violenze di genere in conflitto armato; erano rappresentanti di Istituzioni, di Organizzazioni della Società Civile e dell’Universities Network.

Ha introdotto: Laura Guercio, Rappresentante Comitato Coordinamento - Universities Network for Children in Armed Conflict;

Hanno aperto l’evento:

Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Italia);
Axel Kenes, Direttore Generale per gli Affari Multilaterali e la Globalizzazione del Ministero degli Affari Esteri (Belgio);
Abdou Abarry, Rappresentante Permanente Nazioni Unite (Niger);
Trine Heimerback, Vice Rappresentante Permanente Nazioni Unite (Norvegia);
Virginia Gamba, Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i bambini nei conflitti armati;
Eamon Gilmore, Rappresentante Speciale UE per i Diritti Umani.

Sono intervenuti:

Marc Perrin de Brichambaut, Secondo VicePresidente Corte Penale Internazionale;
Fausto Pocar, già Giudice nei Tribunali Penali Internazionali Ex Jugoslavia e Ruanda;
Giudice ad hoc Corte Internazionale di Giustizia;
Daniela Fatarella, Chief Executive Officer di Save the Children Italia;
Diya Nijhowne, Executive Director Global Coalition to Protect Education from Attack;
Francesco Rocca, Presidente Federazione Internazionale e dell’Associazione Nazionale italiana della Croce Rossa;
Patricia Comandari, Vice Ministro degli Affari Esteri (El Salvador).

La prof. Laura Guercio dell’Universities Network ha ricordato i dati riportati dalla Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i bambini nei conflitti armati: “Solo nel 2019 sono stati oltre 730 i casi di violenza sessuale su minori; 7.747 bambini sono stati reclutati e utilizzati dalle parti in conflitto; 10.173 minori sono deceduti, e più di 1.600 bambini sono stati accertati come rapiti. Sebbene questi dati – prosegue Guercio – colpiscano ugualmente bambine e bambini, le bambine in situazioni di conflitto armato soffrono certamente disagi differenti e hanno necessità diverse”.

Prima Rete internazionale di 45 università e istituti di ricerca italiani e stranieri, l’Universities Network for Children in Armed Conflict continua il suo impegno per sviluppare una riflessione scientifica e sensibilizzare accademici, istituzioni, studenti e società civile al tema “bambini in conflitto armato”.






Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2021 alle 09:01 sul giornale del 19 marzo 2021 - 134 letture

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