Cavaliere, presidente SIFO: i farmaci a base di anticorpi monoclonali, nuova importante arma nella lotta al virus

2' di lettura 23/03/2021 - In questi giorni sono arrivati nelle Farmacie Ospedaliere di Roma e di tutta Italia i primi farmaci anti-Covid a base di Anticorpi Monoclonali (mAb). Contemporaneamente sono in via di definizione e diffusione a livello regionale i protocolli di somministrazione e monitoraggio dei mAb destinati a pazienti con infezione da SARS-CoV-2 da lieve a moderata.

“Gli anticorpi monoclonali sono una nuova importante arma farmacologica del SSN nella lotta contro il virus”, è il commento di Arturo Cavaliere, presidente nazionale della SIFO, Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Azende Sanitarie. “E' uno strumento in più che si affianca alle norme di prevenzione ed ai vaccini per fronteggiare l'emergenza COVID.19 che dal febbraio 2020 sta mettendo il nostro Paese (e tutto il mondo) in una situazione di incertezza sociale e di pressione sanitaria senza precedenti”.

Ricordiamo che ad oggi i mAb sono stati autorizzati temporaneamente dal Ministro della Salute, con il Decreto del 6 febbraio 2021 (“Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19”). Nello specifico si tratta dei farmaci bamlanivimab (Eli Lilly), bamlanivimab/etesevimab (Eli Lilly) e casirivimab/imdevimab (Regeneron-Roche), tutti prodotti basati su anticorpi monoclonali neutralizzanti diretti contro la proteina Spike di SARS-CoV-2. Gli studi effettuati indicano che la popolazione target per questi anticorpi monoclonali è quella degli adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni che non necessitano di ossigenoterapia supplementare per COVID-19 e che sono ad alto rischio di progressione verso infezione severa. I dati degli studi pubblicati indicano l'estrema positività di utilizzo di questi mAb in contesti precoci di infezione, associato a una riduzione della carica virale con evidenze preliminari di riduzione del numero di ospedalizzazioni, visite e accessi in Pronto Soccorso. Non viene registrato invece un beneficio specifico nei pazienti ospedalizzati con fase avanzata di malattia.






Questo è un articolo pubblicato il 23-03-2021 alle 00:43 sul giornale del 24 marzo 2021 - 128 letture

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