Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia Belle Arti di Roma, spiega i progetti dell'Istituto per aderire al programma europeo "EU4ART"

2' di lettura 28/03/2021 - Il programma EU4ART, finanziato dal MUR e dalla Commissione Europea per la mobilità studentesca, punta a creare un orizzonte comune - europeo, appunto - per le nuove generazioni di studenti d’ambito artistico, all’interno della UE. Alla base un modello di Consorzi Universitari: unica Accademia di Belle Arti italiana entrata a far parte del sistema di 17 consorzi EU4ART, è la storica Accademia di Roma, di Piazza "Ferro di cavallo" a Ripetta.

Nel sistema di 17 consorzi EU4ART, Atenei di vari Paesi han costruito ponti culturali, tavoli condivisi, scambi e confronti a più voci. Lanciato nel 2019 con una call, informa la testata specialistica di arte e beni culturali "Art Tribune", il progetto ha visto nascere un articolato schema di comunità consortili, sulla base delle adesioni pervenute e delle proposte approvate.

L' Accademia di Roma, consorziatasi con le Università di Riga e Budapest e l’Accademia di Dresda, ha presentato i suoi progetti per il programma EU4ART a febbraio 2019, risultando vincitrice il giugno successivo. A marzo 2020, proprio durante l'esplosione della pandemia nel Vecchio Continente, una conferenza on line ha permesso di tirare le somme di questa prima fase di attività.
EU4art è un progetto del tutto nuovo”, spiega Cecilia Casorati, da settembre 2020 Direttrice dell’Accademia di Roma (e discendente, se non erriamo, del mitico Felice Casorati, premio per la pittura alla Biennale di Venezia 1938, tra i primi esponenti del "realismo magico novecentesco), “un vero e proprio esperimento nel panorama internazionale dell’istruzione artistica. Talmente nuovo che uno degli obiettivi primari è quello di studiare e definire il lessico che verrà utilizzato nel ‘domani’ dell’istruzione artistica. L’Accademia di Belle Arti di Roma è una delle più antiche accademie del mondo ma la sua vocazione alla ricerca le ha sempre permesso di non rimanere ancorata esclusivamente alla tradizione, ma di guardare al futuro, a uno scenario globale”.

E l’idea di futuro, qui necessariamente declinata nei termini di “ricerca” artistica e intellettuale, non può che accordarsi all’immagine di un’Europa progressivamente costruttiva, identitaria e insieme aperta, solidale e in cammino, casa comune in cui mescolare il conforto delle radici e l’urgenza del viaggio, dell’esplorazione, della pluralità e dell’innovazione. “Il perché di questa alleanza”, aggiunge la Casorati, “è presto detto: promuovere un piano condiviso per contribuire a un’Europa più competitiva, innovativa e unita, per sostenere i giovani e sviluppare meccanismi che facilitino la mobilità per studenti e docenti, per sostenere programmi e formazione comuni e creare un’ Università europea dell’istruzione artistica, inclusiva e senza frontiere. Perché l’arte è innanzitutto uno strumento di comunicazione che, pur nel rispetto delle differenze, si avvale di un linguaggio comune”.

Una direzione questa, osserviamo, che rientra pienamente nello storico programma comunitario Erasmus (il cui nome, oltre a ricollegarsi direttamente al grande Erasmo da Rotterdam, è la sigla di EuRopean Community Action Scheme for the Mobility of University Students), lanciato nell'ormai lontano 1987.






Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2021 alle 22:25 sul giornale del 30 marzo 2021 - 236 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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