Alla Galleria Russo, dal 15 aprile, la mostra sul genio del Futurismo Giacomo Balla, precursore dell'estetica pop

1' di lettura 12/04/2021 - E' Giacomo Balla (1871-1958), l'artista torinese che fu a lungo tra i principali esponenti del futurismo, pittore, scultore e scenografo, schieratosi col fascismo e poi, dal 1937, accantonato dalla critica ufficiale, il protagonista della mostra visibile, da giovedì 15 aprile, presso la Galleria Russo di Roma (tra le principali gallerie d'arte italiane, nata nel 1897). Ingresso libero, Via Alibert, 20.

Curata da Fabio Benzi, “Giacomo Balla. Dal primo Autoritratto alle Ultime rose” offrirà al pubblico l’occasione di ripercorrere l’intera carriera dell’artista attraverso una sorprendente galleria di studi preparatori – talvolta inediti - delle sue opere, punteggiata da alcune importanti opere definitive.

L’ultimo, avvincente capitolo della creatività balliana è quello del recupero della figurazione come chiave per uscire dagli accademismi in cui, all’inizio degli anni ’30, l’esperienza del futurismo astratto appare irreversibilmente scivolata. Opere emblematiche della nuova ricerca sono "Colorluce" (1933) e "Pianticella delicata" (1937), magistrali ritratti delle figlie Luce ed Elica (nomi inequivocabilmente futuristi!), chiaramente ispirati alle foto delle dive del cinema pubblicate sui rotocalchi popolari. È infatti nel fenomeno del nascente divismo mediatico inventato dalla portentosa industria cinematografica hollywoodiana che Balla, quasi precursore di un’estetica pop, individua - un po' come Fortunato De Pero e altri artisti, sino addirittura allo scrittore giapponese Yiukio Mishima, che però viene molti decenni dopo - la direzione presa dalla modernità.






Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2021 alle 09:54 sul giornale del 13 aprile 2021 - 174 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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