Francesco 'Citto' Maselli dona il suo archivio al Centro Sperimentale di Cinematografia

2' di lettura 14/04/2021 - Così il suo archivio, le carte e i ricordi di una vita a cavallo fra cinema e politica, andranno al Centro Sperimentale di Cinematografia come annunciano la presidente del CSC, Marta Donzelli, e il conservatore della Cineteca Nazionale, Alberto Anile: l'acquisizione è una delle ultime iniziative di Felice Laudadio, prima della fine del suo mandato da presidente del CSC, e nasce da un'antica amicizia fra lo stesso Laudadio, Maselli e la sua compagna di vita e di lavoro, Stefania Brai.

"È un cerchio che si chiude": così Francesco 'Citto' Maselli, 90 anni, annuncia la donazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove studiò, del suo archivio. E ricorda i tempi in cui è stato studente del CSC e l'esame di ammissione durante il quale, a interrogarlo, c'era Michelangelo Antonioni, di cui poi sarebbe diventato amico e collaboratore: "A ogni mia risposta faceva segno di no con la testa, e io pensavo di avere sbagliato.

Poi capii che era un tic nervoso". Il fondo verrà conservato dalla Cineteca Nazionale per quanto concerne i materiali filmici e le fotografie, e dalla Biblioteca Luigi Chiarini, sempre all'interno del CSC, per i materiali cartacei. Si tratta di soggetti, sceneggiature di film non realizzati, articoli, foto, tesi di laurea su Maselli, recensioni di suoi film, pellicole (tra cui diverse scene non montate del film Lettera aperta a un giornale della sera), provini e centinaia di lettere, compreso un ricchissimo carteggio con decine di esponenti politici, a testimonianza della lunga militanza di Maselli prima nel PCI, poi in Rifondazione Comunista.

L'archivio di Maselli andrà ora ordinato e catalogato e sarà poi a disposizione degli storici e degli studiosi, come già è accaduto con i numerosi, importantissimi fondi custoditi presso la Cineteca Nazionale.






Questo è un articolo pubblicato il 14-04-2021 alle 22:08 sul giornale del 16 aprile 2021 - 205 letture

In questo articolo si parla di cultura, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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