L'Associazione Librerie di Roma e la delegazione in Italia del Governo catalano il 23 aprile promuovono la cultura del libro

3' di lettura 23/04/2021 - Il 23 aprile è la festa di Sant Jordi (San Giorgio), dal 1456 patrono della Catalogna, dove è tradizione donare libri e rose, che rappresentano la celebrazione della cultura e dell’amore. La Delegazione in Italia del Governo della Catalogna da diversi anni promuove iniziative per far conoscere al pubblico italiano questa bella tradizione.

Quest’anno, informa l’ufficio stampa della manifestazione (curato dalla giornalista Elena Grazzini), non potendo organizzare eventi in presenza a causa della pandemia, si è deciso di promuovere gli scrittori catalani nel Belpaese attraverso la collaborazione dell’Associazione Librerie di Roma.

Venerdì 23 aprile, a Roma chi deciderà di acquistare un libro di un autore catalano in una delle librerie aderenti (https://bit.ly/3g3qRdd) riceverà in omaggio una rosa e una simpatica sorpresa.

La festa era nata secoli fa in Catalogna per fidanzati e innamorati. Basandosi sulla leggenda del cavaliere che salvò la figlia di un re uccidendo un drago, dal cui sangue spuntò un roseto: motivo per il quale si regala appunto una rosa alla persona amata. Negli anni ‘20 del secolo scorso si aggiunse la consuetudine di regalare anche un libro. Questa tradizione è stata all'origine della proclamazione da parte dell'UNESCO, nel 1996, della Giornata mondiale del Libro, proprio il 23 aprile: data che, a sua volta, coincide con la morte di due grandi autori come Cervantes e Shakespeare.

A Barcellona e nel resto della Catalogna, il 23 aprile è consuetudine vedere le strade (come le caratteristiche “Ramblas” barcellonesi) e le piazze piene di bancarelle, che vendono rose e libri. Si trovano volumi in tutte le lingue ma in particolare libri in catalano o di autori catalani: con gli anni, infatti, la festa è diventata un momento di rivendicazione dell’identità catalana e in molti balconi viene esposta la senyera, la bandiera del Paese.

In un’intervista di Elena Grazzini, Luca Bellizzi, delegato del Governo catalano in Italia, ha spiegato il significato della festa di Sant Jordi: “Un evento talmente bello e attraente che ci è sembrato naturale farlo conoscere anche in Italia. Ancora di più in questo periodo di pandemia perché in qualche modo stabilisce una “connessione” che non è solo virtuale,… ma reale, sebbene ancora limitata, tra lettori, librai, autori ed editori, attraverso il libro. Avere in mano un volume, sfogliarlo, resta una sensazione unica. A questo si aggiunge l’aspetto tipicamente romantico, rappresentato dal dono delle rose”.

I contatti storici e culturali fra Italia e Catalogna, poi sono piu’ antichi di quanto si pensi. “Cito un solo esempio, visto che siamo nell’anno di Dante a 700 anni dalla morte: la prima traduzione della Divina Commedia, in versi, in un’altra lingua fu fatta proprio in catalano da Andreu Febrer, che completò il manoscritto il 1º agosto 1429. L’opera successivamente fu data alle stampe nel 1474”.








Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2021 alle 13:00 sul giornale del 24 aprile 2021 - 127 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bY5B