Domenica 9 maggio, su RAI 3 il film di Monica Repetto sulle vite di tante vittime del terrorismo, soprattutto a Roma

3' di lettura 04/05/2021 - In occasione del Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, Domenica 9 maggio (giorno, nel '78, dell'assassinio di Aldo Moro) alle ore 16.30, andrà in onda su Rai3 - informa l' AAMOD, lo storico Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico con sede a Via Ostiense - il film di Monica Repetto “1974 1979. Le nostre ferite”.

E' un film documentario (60 minuti) in cui si intrecciano le storie di una galleria di personaggi che negli anni '70 sono stati feriti e sono sopravvissuti, vittime di episodi di terrorismo e violenza politica, in gran parte a Roma. Consulenza storica e ricerca archivi di Luca Tarantelli, figlio del docente universitario Ezio, ucciso dalle BR a Roma nel marzo '85 perchè tra i padri della riforma della scala mobile voluta dal governo Craxi I (esattamente, Tarantelli era stato consulente CISL nell'accordo tra governo e sindacati sul taglio degli scatti di scala mobile del 1984).

Luigi frequenta il collettivo universitario di Medicina di Roma e Francesco il liceo "Augusto". Entrambi vengono feriti a distanza di pochi giorni dai neofascisti nel 1974. Nella Roma delle radio libere, Nunni e Anna sono femministe del collettivo casalinghe, colpite dai mitra e dalle molotov dei NAR a gennaio del '79, mentre va in onda “Radio Donna”, nella sede di Radio Città Futura.(che, giorni prima,.aveva ironizzato, in modo peraltro indegno, sull'uccisione, un anno prima,. di 3 giovani di destra a Via Acca Larenzia). Vincenzo è un poliziotto del sud, unico scampato a un conflitto a fuoco con i brigatisti rossi a Piazza Nicosia. Renzo è un bancario colpito insieme ad altri nell'unico attacco compiuto da Prima Linea contro una scuola.

La storia di ogni personaggio si sviluppa con un prima e un dopo segnati dalla ferita che gli è stata inferta. La regista ritrae uomini e donne in carne ed ossa, rintracciando i loro percorsi di vita, gli affetti, il lavoro, le convinzioni, le idee e le emozioni che li hanno accompagnati in tutti questi anni. Ogni storia individuale è collocata nel contesto della Storia collettiva.

Un film corale, attraverso originali repertori familiari in Super8 e testimonianze che raramente conquistano le prime pagine. Tra mobilitazione e disimpegno, le immagini della leggerezza si alternano con quelle della crisi, dell’impegno civile, delle lotte per i diritti, in un crescendo che tracima nella violenza sempre più efferata.

Afferma la Repetto: "Volevo strappare le cose dal paesaggio indistinto, che per noi in genere è il passato degli altri, la vita degli altri quando non eravamo presenti. Ho cercato tra testimonianze, immagini in super 8, archivi e faldoni, perché mi interessava quella zona d’ombra in cui le narrazioni si sono incagliate, tacendo, forzando, idealizzando, negando e a volte anche manipolando… ”.

Il documentario, uscito in epoca pandemica e presentato qualche mese fa in alcuni festival italiani, ha già ottenuto importanti riconoscimenti.






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2021 alle 09:55 sul giornale del 05 maggio 2021 - 216 letture

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