La FNSI in piazza il 20 maggio a Montecitorio, per "svegliare" governo e istituzioni sulle difficoltà strutturali dell’informazione, stampata e tv

2' di lettura 07/05/2021 - Il Consiglio nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana scenderà in piazza per richiamare l’attenzione del governo e delle istituzioni sulle difficoltà strutturali dell’informazione e sull’assenza di politiche per il lavoro. L’appuntamento - informa un comunicato ufficiale della FNSI - è per giovedì 20 maggio, alle 10, in piazza Montecitorio, a Roma, nel rispetto delle norme sul distanziamento e di prevenzione del Covid.

La Giunta esecutiva della Fnsi, riunitasi il 6 maggio, considera "ineludibile un patto con le istituzioni per dare piena attuazione all’articolo 21 della Costituzione. È necessario rimettere al centro del dibattito pubblico i temi che riguardano l’informazione nel nostro Paese. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (pur centrale nel programma del governo Draghi, N.d.R.) non assegna la giusta attenzione a chi fa informazione, attività essenziale e fondamentale per la tenuta delle istituzioni democratiche e far crescere un’opinione pubblica matura. Nessun segnale concreto dal governo e dal parlamento giunge su questioni fondamentali che riguardano la libertà, i diritti, la dignità del lavoro di chi ogni giorno si sforza di aiutare i cittadini a conoscere e a comprendere..
Le proposte di legge sulla cancellazione del carcere per i giornalisti e per il contrasto alle querele bavaglio sono ferme in parlamento. Non c’è alcuna volontà di mettere mano alla riforma della RAI, sottraendone la governance al controllo del potere esecutivo. I temi del rafforzamento del mercato del lavoro, dell’equo compenso per gli autonomi e del contrasto alla precarietà dilagante sono scomparsi dal dibattito e dall’agenda politica.

I giornalisti italiani - conclude la nota della FNSI - hanno il dovere di opporsi, chiamando il governo, a cominciare dal suo presidente, Mario Draghi, ad una presa di coscienza e ad un confronto serrato, esattamente come avvenuto per altri settori, che restituisca all’informazione e al lavoro di chi fa informazione la centralità e il ruolo previsti dalla Costituzione.






Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2021 alle 10:58 sul giornale del 08 maggio 2021 - 128 letture

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