Alla galleria “La Pigna”, Vittorio Sgarbi inaugura la collettiva “La bellezza è sempre contemporanea”

4' di lettura 06/07/2021 - Alla Galleria d’arte “La Pigna”, presso il palazzo dell’Opera Romana Pellegrinaggi in Via della Pigna (galleria storico punto di riferimento dell’UCAI, Unione Cattolica Artisti Italiani), è stata inaugurata la collettiva d’arte “La bellezza è sempre contemporanea”. Mostra ideata e curata da Angiolina Marchese e Raoul Bendinelli, con l’associazione culturale “Art Global”.

Piu’ di 30 artisti – introdotti brevemente dall’attrice (e pittrice) Mita Medici, espongono per diversi giorni le loro opere, molto varie sia per soggetti che per tecniche d’ esecuzione. Tra loro, anche il pittore, socio di “Tota Pulchra”, Cristoforo Russo: presente col quadro (in tecnica mista, olio e acrilico su tela) “Capra, capra, capra” (implicito omaggio al mitico Vittorio Sgarbi, che ha inaugurato la mostra).

”Ho scelto la capra come soggetto di questa mia opera”, precisa Cristoforo, “essendo la capra uno degli animali simbolo dell’ Italia. Che, non dimentichiamo, è stata - e in parte è tuttora – un Paese fortemente agricolo, dove animali come appunto la capra, l’asino, il bue, tipici per la loro umiltà e pazienza, a lungo hanno dominato il paesaggio”. Mons. Jean – Marie Gervais, Presidente di “Tota pulchra”, ha portato i saluti dell’associazione alle responsabili della galleria, Anna Maria Borsatti e Angiolina Marchese: prospettando anche possibili sinergie tra l’associazione e “La Pigna”, sul piano anzitutto della scoperta di nuovo talenti artistici.


“Non immaginavo che a distanza di così poco tempo dall’inaugurazione dell’ultima mostra”, ha sottolineato il critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi, inaugurando appunto l’esposizione, “ci fosse una così forte e bella, affluenza di artisti, uomini dello spettacolo (alcuni dei quali artisti loro stessi, come Mita Medici e Nathaly Caldonazzo), operatori culturali e dell’informazione e semplici appassionati d’arte: e per aver organizzato così bene la mostra ringrazio, oltre naturalmente a tutti i curatori , Monsignor Liberio Andreatta, Presidente emerito dell’ Opera Romana Pellegrinaggi”.

“Viviamo – ha proseguito Sgarbi – in un’epoca davvero nevrotica, sempre sul punto di perdere la bussola: dove quasi qualsiasi parola, addirittura, può fungere da detonatore ad esplosioni di intolleranza, se non violenza vera e propria. Basti pensare, ad esempio, all’incredibile episodio di quell’artista che ultimamente, esponendo in una mostra a Castiglion Fiorentino una sua opera intitolata “Cesso alla turca”, ha rischiato addirittura di causare involontariamente una crisi diplomatica con Istanbul. Ma contro la dittatura del pensiero dominante e del “politicamente corretto” anche nell’arte, è necessario che ognuno di noi reagisca rivendicando, appunto per l’arte, la sua funzione di ricerca del bello, per stimolare quelli che sono i migliori impulsi dell’uomo; e che ognuno di voi, qui (in linea, del resto, con le tesi di grandi movimenti artistici del Novecento come Futurismo ed Espressionismo, N.d.R.), si senta protagonista, cercando appunto il bello nell’arte e mostrando agli altri quello che è, attraverso l’opera di questi artisti presenti, il volto nuovo dell’arte di oggi”.

D. Professor Sgarbi, ma possiamo dire che l’arte di oggi, come quella del passato, cerca ancora la bellezza? L’arte contemporanea, purtroppo, come del resto la politica, da almeno un secolo e mezzo sta andando incontro a una degenerazione economicistica, un processo di finanziarizzazione che butta sul mercato non ciò che è obbiettivamente bello, ma solo ciò che può portare vantaggi economici per autori delle opere, loro eventuali committenti (e/o “referenti”) e intermediari vari. Come si può contrastare questo circuito perverso?

R. Il mercato artistico di per sé non è un fenomeno negativo: sin da quando è nato (XVI-XVII sec.), ha contribuito anzi a fare da filtro dell’offerta artistica, depurandola, spesso, di prodotti obbiettivamente scadenti. Mentre la critica può essere piegata ai voleri dei vari potentati (compiacendola o comprandola), il mercato, per quanto possa essere anch’esso influenzato, è una realtà piu’ indipendente. Con la primaria funzione di mediatore tra produttore del manufatto artistico e utente che l’acquista.

D. Per cambiare le cose è indispensabile, allora, una miglior coscienza professionale degli artisti?

R. Sono indispensabili vari cambiamenti, direi. Un rafforzamento della coscienza professionale degli artisti, certo; ma anche un miglioramento della domanda d’arte del pubblico, che a sua volta presuppone adeguate campagne di educazione artistica di massa, in cui l’Italia non sta certo investendo. Infine, anche un miglioramento della comunicazione tra artisti e pubblico: riprendendo appunto quel processo di avvicinamento dell’arte alla gente iniziato piu’ di un secolo fa dagli Impressionisti, e proseguito poi dalle grandi correnti artistiche del Novecento.

D. In chiusura, Professore: è vero che Lei si candida alle prossime elezioni comunali di Roma, nel centrodestra, insieme a Enrico Michetti e Simonetta Matone?

R. Confermo senz'altro: loro due si candidano come Sindaco e Prosindaco, io come Assessore alla Cultura.






Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2021 alle 12:15 sul giornale del 06 luglio 2021 - 208 letture

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