Lombardi (Presidente ANIFA): "Le protesi acustiche tornino nell'elenco 1 dei Livelli Essenziali di Assistenza"

2' di lettura 15/07/2021 - Far tornare le protesi acustiche dall'elenco 2a all'elenco 1, nei nuovi LEA (i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria che ogni regione italiana, pur con un SSN da decenni articolato, appunto, essenzialmente su base regionale, deve assicurare ai suoi cittadini). Continuando quel percorso di assistenza che è stato disegnato sulle esigenze dell'utente; e, così facendo, mantenere i livelli di eccellenza che l'Italia ha raggiunto in questo campo. È questo, in breve, ciò che chiedono i professionisti del settore.

É quanto rileva, a Roma, l'ANIFA, l’associazione di Confindustria Dispositivi Medici: rappresentante le aziende che producono e commercializzano appunto dispositivi medici per l’udito. "I nuovi LEA prevedono un cambio di individuazione, uno spostamento dell'apparecchio acustico fra un elenco e un altro - dichiara ufficialmente Sandro Lombardi, presidente di ANIFA - e di fatto prescrivono che l'apparecchio debba essere acquistato attraverso una procedura di gara. Questo non vuol dire che le cose non si possano fare bene, perchè, specialmente parlando di dispositivi medici, le procedure di gara rendono il nostro SSN un sistema di eccellenza; non è vero che le gare (a patto, è chiaro, che siano svolte correttamente, N.d.R.) portano solo un deterioramento dello stato attuale".

C'è comunque un però. L'Italia, in Europa, è seconda solo alla Francia come livello di gradimento da parte degli utenti di protesi acustiche, quindi "perché cambiare qualcosa che sta funzionando?- ha sottolineato Lombardi- In più, nel mese di maggio, il Medical device coordination group, un gruppo che coordina l'attività di questo settore, si è espresso in modo chiaro dicendo che le protesi acustiche sono dispositivi di serie adattabili, e quindi si sottintende la necessità dell'intervento di un medico specializzato. Quindi gli apparecchi acustici debbono essere considerati delle protesi che non possono essere acquistate per poi lasciarle al paziente che se le dovrà andare a fare adattare. È necessario che tutto il percorso sia coordinato da un audioprotesista".

Essendo, quella europea, una fonte sovraordinata che prevale sul diritto interno, "lo Stato italiano - conclude Lombardi - come tutti gli Stati membri, avrà 12 mesi di tempo per poter riconsiderare la classificazione delle protesi acustiche".






Questo è un articolo pubblicato il 15-07-2021 alle 10:10 sul giornale del 16 luglio 2021 - 130 letture

In questo articolo si parla di cronaca, attualità, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/carw





logoEV