"Al di là di ogni ragionevole dubbio": a Roma, il tormentato, meraviglioso Madagascar di Bob Fabiani

4' di lettura 21/07/2021 - A Roma, presso il "Vintage loft", terrazza aperta sulla periferia di Roma Nordest, residenza della scrittrice Patrizia Palombi, è stato presentato il romanzo "Al di là di ogni ragionevole dubbio", dello scrittore, musicista e blogger Bob Fabiani (Sudil ed., 2021, €.29,90).Un romanzo dove l'Autore parla a lungo di quella straordinaria terra (in Italia, tutto sommato, ancora poco conosciuta) che è il Madagascar, la quarta più grande isola del mondo, al largo della costa sudorientale dell'Africa, di fronte al Mozambico. Un Paese che ospita il 5% delle specie animali e vegetali della terra (l'80% delle quali endemiche del Madagascar): come l'ordine dei lemuri, le oltre 250 specie di rane, le numerose specie di camaleonti e i tipici baobab.

Dal 1885 sotto l'influenza francese, in seguito vera e propria colonia di Parigi, il Madagascar, durante la Seconda guerra mondiale occupato dagli inglesi per eliminarvi la presenza delle forze di Vichy e prevenire possibili colpi di mano tedeschi o giapponesi, diviene indipendente nel 1960, lo storico "Anno dell' Africa". Dopo, però, che la Francia aveva spietatamente represso (tra i 60.000 e i 100.000 morti) la rivolta indipendentista malgascia del 1947 (il cui esempio influì fortemente anche sui successivi rivoluzionari algerini). Nel 1975, dopo un quindicennio di governi moderati e, a volte, anche troppo filofrancesi, un golpe porta al potere un militare, Didier Ratsiraka: che instaura un tipico regime "castro - sovieto - mao - nasserian - terzomondista", fortemente limitativo dell'iniziativa privata e collettivizzatore anche dell'agricoltura. Dal 1991, si tornerà lentamente a un regime pluripartitico: oggi il Madagascar ha una forma di governo democratica, fortemente centrata (un po' come in Francia, diremmo) sulla figura del Presidente. La popolazione malgascia comprende piu' di 20 etnie diverse: di origine soprattutto indonesiana e malese, ma anche africana e araba. La lingua piu' comunemente parlata resta il francese; la religione piu' diffusa è senz''altro il Cristianesimo, seguìto dai culti animistici locali e dai musulmani (circa il 3%, su posizioni moderate).

"Il mio è un romanzo a tema socio - culturale", precisa Bob Fabiani, "che parte da quelli che sono stati i riflessi, in Madagascar, della grave crisi economica mondiale scoppiata nel 2008 negli USA col fallimento della finanziaria Lehman Brothers. Sono stato in questo Paese nel 2012 - 2013, ci torno ogni tanto, e ho voluto scrivere questo libro soprattutto per dare ai lettori almeno un'idea del grave effetto a catena, dei devastanti contraccolpi che causano, nel Terzo Mondo. le crisi economico - finanziario - speculative dell'Occidente, piombanti improvvisamente su economie già non certo floride. E' un romanzo che parla, quindi, anche della decadenza dell' Europa, e, partendo dalle vicende malgasce, racconta la storia in chiave non piu' eurocentrica. In primo piano è anche lo stretto legame tra Madagascar e Francia: paragonabile, per certi aspetti, a quelli da secoli esistenti tra Parigi e i Paesi del Nordafrica: Tunisia, Algeria, Marocco. Ma proprio come già per la Tunisia e le altre "Primavere arabe", le nuove generazioni malgasce, spinte anche da un miglioramento, pur minimo, del tenore di vita, e soprattutto molto piu' istruite delle precedenti, oggi voglion fortemente una società piu' giusta, equa, meritocratica, e fondata sulla parità di diritti tra i sessi. Qual è il futuro del Madagascar, anzi, dell'Africa in genere? Secondo Nelson Mandela, sta nell'istruzione; secondo Tomas Sankara (il "Guevara africano", contestatore del debito estero coloniale dell' Africa, Presidente del Burkina Faso dall'83 all'87, quando viene assassinato in un golpe filoccidentale, N.d.R.), sta nella donna (la quale, però, nella maggior parte dei Paesi africani ancora non ha gli stessi diritti dell'uomo), Purtroppo, oggi la maggior parte delle rivoluzioni che avvengono nel "Continente nero" si fa anzitutto per garantire diritti che, in realtà, dovrebbero essere già acquisiti da decenni: diritto di voto in primo luogo".

L' Italia ha comunque legami economici e commerciali consistenti con quest'isola: dove, tra l'altro, negli anni scorsi una cittadina romana, di nome Marina, ha lottato a lungo per realizzare scuole per i bambini degne di questo nome. Fabiani ha chiuso il suo intervento spiegando che, se il socialismo democratico e riformista occidentale alla prova della storia s'è rivelato il socialismo migliore, è necessario capire, purtroppo, che nei Paesi del Terzo mondo, per tante ragioni, non è possibile praticarlo com'è stato, ad esempio, nei Paesi scandinavi o, inizialmente, nella Francia di Mitterrand. Da qui l'indispensabilità - in Madagascar e in tutto il Terzo mondo - di cercare nuove strade, nuove soluzioni riformatrici.

Organizzatrice e moderatrice dell'evento è stata appunto Patrizia Palombi, scrittrice, nella vita quotidiana funzionaria della SIAE. "Ringrazio il Maestro Franco Piratoni Jerry Lee", ha precisato in chiusura Patrizia: "che anche questa volta ha esposto le sue opere pittoriche nel mio Loft, accompagnando con raffinatezza la presentazione. Un ringraziamento speciale, poi, va agli artisti Abner Tomas vera Queizada (poeta) e Rodrigo Giles, peruviani, e Veronica Paredes, ecuadoriana, poetessa: che con la loro grande testimonianza artistica hanno rappresentato una parte molto importante dei sud del mondo"...






Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2021 alle 10:09 sul giornale del 22 luglio 2021 - 325 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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