Dal 25 luglio, al Brancaccio, "Crolli", pièce teatrale di prosa e coreografia sul senso della storia

2' di lettura 22/07/2021 - Debutta in prima nazionale al Teatro "Brancaccio", all’interno della rassegna "Futuro Festival", il 25 luglio, lo spettacolo di natura multidisciplinare “Crolli” (...e non possiamo far a meno di sottolineare la coincidenza fra il titolo della pièce e il giorno del debutto, quel 25 luglio del crollo del fascismo!). Nato da un’idea della coreografa Alessia Gatta, della "[Ritmi Sotterranei] contemporary dance company", e tratto dall’omonimo libro di Marco Belpoliti.

In un tempo sospeso (quindi, in solo apparente negazione della storica "unità di tempo", tra le categorie teatrali care ad Aristotele), un viaggiatore abita un territorio dalle anonime origini, un rifugio immaginario che diviene luogo per la sopravvivenza. In un intimo flusso di coscienza, si interroga sulla natura del suo sentire con la mente e con il corpo, si rivolge ad un’indefinita interlocutrice, mostrandosi onnisciente sugli avvenimenti passati, presenti, futuri... In questa storia ogni evento è inatteso e contemporaneamente atteso. Dalla profonda riflessione suggeritale dall’omonimo libro di Marco Belpoliti, Alessia Gatta firma la regia e la coreografia (scenografia, insieme a Viola Pantano) di “Crolli”: un’indagine che, partendo da un’interpretazione in chiave metaforica di avvenimenti storici a cavallo tra due secoli (come la caduta del Muro di Berlino e l’abbattimento delle Torri Gemelle) racconta la storia di un’identità, permettendo che esperienza collettiva ed esperienza personale entrino in dialogo.

In scena sono 12 danzatori professionisti che, grazie a specifiche peculiarità tecniche ed interpretative, utilizzano differenti vocabolari corporei per movimenti rappresentativi nell’ottica del physical theatre con contaminazioni dal mondo urban. La drammaturgia permette l’espressività dei corpi umani che, diventando campi di battaglia, si intrecciano e si allontanano in un continuo vortice.

Il progetto vede anche la partecipazione speciale dell’attore Giacomo Ferrara, giovane rivelazione dell’anno, tra i Nastri d’Argento 2017, e noto per il personaggio di “Spadino” nella serie Netflix “Suburra”. Dà voce, grazie ai visionari testi di Hube – Marco Ubertini (riadattati teatralmente da Eleonora di Fortunato) al personaggio archetipico del viaggiatore che, immerso in un’ambigua solitudine, riflette, dissertando e rivelando, un po' come diremmo, il protagonista del pirandelliano "L'uomo dal fiore in bocca", sull’infinito concetto di libertà.






Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2021 alle 17:45 sul giornale del 23 luglio 2021 - 157 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cbBY





logoEV