A Roma, il 26 luglio,“Namuda Fest": festival sulla riscoperta dello spirito e della natura, guardando alla Puglia

2' di lettura 27/07/2021 - Il “Namuda Fest: ascolta il respiro del mondo”, su iniziativa di Alessandro Longobardi (direttore artistico del Teatro Brancaccio, della Sala Umberto e dello Spazio Diamante) e del musicista e attore indiano Rashmi Bhatt, nasce da un acronimo di tre elementi portanti: Natura, Musica e Danza. Si tratta di un Festival che si svolgerà a Roma, in Via delle Terme di Traiano (vicino Via Merulana e Via Mecenate), il 26 luglio: con un’attenzione particolare alla meditazione e alla cura di un nuovo spirito, per dialogare come parte di un tutto ed imparare ad ascoltare il mondo intorno a noi.

In programma il 26 luglio, dalle ore 18, è anzitutto la sessione di yoga, con l’insegnante Nemir Adjina; dalle ore 20 si prosegue con “Note di terra”, la serata che propone parte del vasto repertorio di canti dell’Alta Murgia barese. Sarà presentato il libro di Maria Moramarco, “Paràule”, e l’artista si esibirà inoltre in concerto con la Uaragniaun Band.

“Paràule” è una raccolta di testi che riunisce le parole antiche custodite nei canti e sopravvissute attraverso la tradizione orale, un piccolo scrigno sulla cultura popolare della Murgia. Uaragniaun è un gruppo di musica popolare altamurano che richiama proprio l’omonima località dell’Alta Murgia barese. Il progetto nasce dall'iniziativa di tre musicisti di Altamura: la stessa Maria Moramarco, Silvio Teot e Luigi Bolognese. Si propone di rivitalizzare, attraverso una lettura critica, i canti inediti della musica popolare pugliese. Il canto di Moramarco rievoca le attese di un’Italia arretrata e trascurata, di un Sud emarginato dove i ceti più poveri sono sottomessi alle angherie di quelli più abbienti.

Canti a distesa, tarantelle, canzoni d’amore, canti religiosi e di lavoro, tammurriate, balli e ritmi della grande musica popolare meridionale saranno proposti in un repertorio vario, che unisce tradizione e innovazione. Nello stesso contesto ambientale, intellettuale, religioso in cui hanno operato antropologi come Raffaele Pettazzoni ed Ernesto de Martino, e grandi figure religiose come San Pio da Pietrelcina e Donato Manduzio (il fondatore, negli annì '30, della celebre comunità "neoebraica" di Sannicandro Garganico).






Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2021 alle 09:54 sul giornale del 27 luglio 2021 - 241 letture

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