Al Congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (24- 31 luglio), centrale il tema della giusta alimentazione dei bambini

2' di lettura 26/07/2021 - “A mangiare si impara come si imparano le tabelline, cioè ripetendo la stessa cosa più volte, in tempi ravvicinati, con atteggiamento positivo. Quindi, più viene offerto un alimento più viene apprezzato”. Ne è convinta Margherita Caroli, pediatra di lunga esperienza ed esperta di nutrizione per la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) di Roma: che, al Congresso della Società scientifica in versione digitale, intitolato "Napule è" (24-31 luglio), ha presentato un documento di indirizzo sull’alimentazione complementare.

“I genitori- consiglia l’esperta- non devono andare in crisi se il bambino si rifiuta di assaggiare un alimento o se, una volta assaggiato, ne mangia poco. Così come non si impara una tabellina al primo colpo, allo stesso modo non si può apprezzare un alimento somministrato una sola volta. Bisogna quindi somministrarlo almeno 10 volte, a distanza ravvicinata, senza imposizioni e ricordando che nessun bimbo morirà se andrà a letto quasi a digiuno".

. Varie informazioni scientifiche del documento hanno, appunto, una forte utilità pratica per le famiglie.. Ad esempio, spiega sempre la Dr.ssa Caroli, “noi siamo geneticamente programmati per apprezzare maggiormente i cibi grassi e dolci. Bisogna dunque avere pazienza e stimolare il bambino ad apprezzare anche i sapori più amari o più acidi o quelli delle verdure”. Allo stesso modo, aggiunge, “è bene sapere che l’ipoglicemia delle fasi iniziali della fame è quella che stimola le papille gustative e le rende più predisposte a nuovi sapori”..

Ma cosa fare, invece, quando gli stessi alimenti mangiati volentieri alla mensa dell’asilo o della scuola, vengono rifiutati a casa? “In questo caso - constata la pediatra - vuol dire che i genitori sono un po’ ‘deboli’ e i bambini hanno capito di poter far leva per ottenere quello che vogliono. I genitori devono essere un muro di protezione e di sostegno per i bambini, un muro che non deve sgretolarsi al loro primo ‘no’”. Protezione e sostegno, certo: ma, anzitutto, appunto un muro.

Quello presentato al Congresso della Società, sottolinea Caroli, “è un vero e proprio documento di indirizzo poiché - chiarisce la coautrice del lavoro - nella sua realizzazione abbiamo lavorato con la metodologia più validata a livello internazionale,, seguendo tutte le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Ministero della Salute sulla stesura delle raccomandazioni. E’ un documento che mancava nel panorama delle pubblicazioni scientifiche italiane dedicate ai bambini. Il testo analizza vari aspetti dell’alimentazione complementare, che è la definizione con la quale si dovrebbe indicare lo svezzamento secondo l’OMS”.






Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2021 alle 09:54 sul giornale del 27 luglio 2021 - 226 letture

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