Presentati, a Roma, i dati di "Termometro Influenza", indagine di SWG e Sequirus sugli italiani e la "soluzione vaccino"

4' di lettura 30/07/2021 - Circa 8 italiani su 10 cercano maggiori informazioni sui vaccini. È quanto emerge, in estrema sintesi, da "Termometro Influenza", l'indagine, condotta da SWG (organismo, nato a Trieste nel 1981, che realizza ricerche di mercato, di opinione, istituzionali, studi di settore, ecc...), col supporto di Seqirus (azienda tra ii maggiori produttori di vaccini antinfluenzali al mondo) su un campione di 2523 cittadini maggiorenni, rappresentativo della popolazione (per genere, età, area geografica e ampiezza del comune di residenza) e presentata oggi a Roma.

Premessa metodologica indispensabile: non conosciamo personalmente questi ricercatori, però la ricerca di cui stiamo parlando non vuole individuare le preferenze degli intervistati per questo o quell'altro vaccino (perchè, allora, desterebbe ovvii, leggittimi sospetti di conflitto d'interessi, la presenza, tra promotori e realizzatori dell'indagine,.di un'azienda leader nella produzione appunto dei vaccini); ma, semplicemente,.focalizzare gli orientamenti complessivi degli italiani nei confronti della "soluzioone vaccino". Obiettivo preciso della ricerca, anzi, come ha spiegato Riccardo Grassi, Direttore di ricerca SWG, è quello di "mettere a confronto periodicamente come, nel corso dei mesi, possano cambiare ed evolversi le percezioni degli italiani nei confronti della vaccinazione e più in generale sul loro stato di salute".

Oggi dunque gli italiani stanno rivalutando "positivamente il valore della vaccinazione - hanno fatto sapere i ricercatori - con un trend in netta crescita tra coloro che la ritengono fondamentale per la salute, e si affidano sempre di più agli esperti". Dalla ricerca, inoltre, è emerso che il medico di medicina generale è in prima linea nelle scelte di prevenzione, seguito dal farmacista. "Ma c'è un altro fattore da non sottovalutare", rilevano i ricercatori;: "le persone puntano sempre di più al vaccino, dopo il trend positivo registrato lo scorso inverno sulla vaccinazione per l'influenza. Ma chiedono al contempo che il vaccino proposto sia 'ad personam', ovvero mirato sulle caratteristiche del soggetto, tenendo d'occhio anche l'età ed eventuali stati di difficoltà del sistema immunitario". Cresciuta quindi la propensione a proteggersi nei confronti dell'influenza stagionale nel periodo della pandemia da Covid-19.

Come e quando vaccinarsi per l'influenza

La protezione dall'influenza sarà fondamentale nella prossima stagione, dato che sarà probabilmente caratterizzata ancora dalla co-circolazione di virus influenzali e Sars-Cov-2: la creazione di un adeguato modello di riferimento migliorerà l'efficacia dell'intervento di sanità pubblica e consentirà di alleviare la pressione sul sistema sanitario nazionale, già fortemente provato dalla pandemia di Covid-19, e di favorire la diagnosi differenziale. Inoltre, molteplici studi di recente pubblicazione suggeriscono che la vaccinazione antinfluenzale possa contribuire a mitigare le gravi complicanze causate dal Covid-19, agevolando un decorso più favorevole della malattia. Aspetto che peraltro trova riscontro anche nelle risposte dei cittadini: che, nell'ambito di un aumento diffuso della propensione a proteggersi, oltre che nei confronti di Sars-CoV-2 anche dei virus influenzali, considerano un unico appuntamento per i due vaccini come fondamentale in termini organizzativi e logistici. "Il 69% delle persone si dice infatti disposto alla co-somministrazione dei due vaccini- si legge nella ricerca- preferibilmente a novembre (37%) e ad ottobre (30%)".(soluzione, questa, sulla cui opportunità,però, osserviamo, i responsabili della sanità dovranno riflettere a fondo).

In cerca di protezione 'su misura'

L'altra grande tendenza che emerge dalla ricerca SWG è la necessità di avere informazioni scientificamente comprovate. "L'82% degli intervistati considera fondamentale avere più informazioni sui vaccini - hanno evidenziato gli esperti - nell'ambito di una percezione sempre più positiva del valore di questi strumenti di prevenzione. Al 72% farebbe piacere ricevere un vaccino antinfluenzale personalizzato e il 59% è ben cosciente che esistono diversi tipi di vaccini per l'influenza, da impiegarsi caso per caso in base all'età e alle condizioni di salute delle persone".

Questo dato è "particolarmente importante" soprattutto se si parla in riferimento alla popolazione over-65, che necessita di un vaccino su misura per il rischio dell'immunosenescenza, ovvero della ridotta risposta difensiva, che può rendere meno efficace la vaccinazione in questa fascia di popolazione.

In ultimo, cresce la fiducia nelle informazioni che giungono da fonti 'scientifiche', purchè veramente serie e accreditate. In questo senso, parlando di profilassi dell'influenza, "l'89% delle persone individua il medico di medicina generale come 'guida' per la scelta, seguito dalle istituzioni sanitarie (Ministero, Regione o Asl: 83%) e dal farmacista (81%)". Crollano invece i social network come punto informativo sul tema: "Solo il 24% delle persone si fiderebbe delle informazioni che vengono da questa fonte". Che, osserviamo in chiusura, non va a priori rifiutata, ma spesso - come quasi tutte le fonti informative reperibili su Internet - non può certo essere presa per oro colato.






Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2021 alle 10:43 sul giornale del 31 luglio 2021 - 204 letture

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