Indagine conoscitiva dell'ACOS sull’offerta culturale di Roma Capitale, pubblicati i risultati

2' di lettura 06/09/2021 - "Consapevolezza delle proprie potenzialità, capacità di scambio e di messa a reddito del proprio patrimonio. Roma Capitale della cultura nel mondo, dobbiamo crederci. Cosa ci manca?".

E' questo uno dei tanti pareri raccolti nell’ambito dell’Indagine sull’offerta culturale di Roma, svolta dall’ACoS, l'Agenzia per il Controllo di Qualità dei Servizi di Roma Capitale, tra aprile e maggio scorsi e rivolta specificamente agli operatori della cultura: associazioni, federazioni, fondazioni, enti pubblici, ma soprattutto privati, ordini professionali, accademie, istituti, scuole, ecc.. una compagine variegata di circa 80 realtà, che hanno espresso la loro opinione sullo statu quo della domanda e dell’offerta di cultura a Roma, anche alla luce dei cambiamenti che il settore ha visto realizzarsi con l’impatto della pandemia.

Tra le principali evidenze emerse, risulta che coloro che lavorano con e per la cultura nella Capitale, nei più diversi settori, non si sentono sufficientemente considerati e tutelati dalle istituzioni che, al contrario, dovrebbero sostenerli e valorizzarli..E' evidente qui, osserviamo, il peso fortemente negativo dell'assai scarso interesse dimostrato dal Governo nei confronti dei forti problemi economici incontrati dagli operatori di cultura e spettacolo durante l'imperversare del Covid, con la chiusura prolungata delle relative strutture. Raccogliendo le aspettative e le proposte dei professionisti della cultura romana per migliorare la qualità dell’offerta destinata ai cittadini - utenti,, spicca appunto la richiesta di maggiori opportunità:, che si traducono in più possibilità di collaborazioni con l’Amministrazione centrale e locale, più bandi di concorso, più disponibilità di spazi e, ragionevolmente, maggior sostegno economico. Anche il sistema di comunicazione - dall’Amministrazione centrale ai Municipi, e da questi verso gli operatori - è ritenuto carente, risolvendosi, in ultima istanza, a sfavore del fruitore finale.

L’offerta culturale capitolina,comunque, estremamente ricca e variegata, ha sempre riscosso il giudizio positivo degli utenti nell'ambito delle indagini ACoS; ed è anche un'offerta frastagliata, che concede spazio a una gestione condivisa da parte delle diverse realtà - Roma Capitale, lo Stato col MIC, il Vaticano - che operano sul territorio ma che tra loro non cooperano quasi mai. Questo,ovviamente, invece che esaltare l’eccellenza dei servizi culturali cittadini,finisce col limitarne le potenzialità.






Questo è un articolo pubblicato il 06-09-2021 alle 10:20 sul giornale del 07 settembre 2021 - 218 letture

In questo articolo si parla di roma, lazio, Fabrizio Federici

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