Una grande stagione 2021-2022 alla "Sala Umberto", annunciata dal Direttore artistico, Longobardi

4' di lettura 16/09/2021 - "Si parla tanto di Teatro, i più fedeli desiderano tornare al sacro rito dell’abbonamento, altri semplicemente vorrebbero godere del meraviglioso segreto del Teatro che nella condivisione catartica tra Spettatori e Attori fonda la sua forza.

In Europa alcuni Paesi hanno già riaperto le sale al 100%; noi siamo ancora in attesa del superamento del criterio della distanza interpersonale, che ci auguriamo avvenga a breve: con Green pass e mascherine per ora. Questa lunga attesa ha già determinato ampi danni economici e psicologici".

Così Alessandro Longobardi, Direttore artistico dello storico Teatro "Sala Umberto", sostenuto (vista la quantità degli spettacoli in cartellone) dalla brillante Barbara Foria, ha presentato alla stampa e al pubblico,. il 15 settembre, la nuova stagione 2021 - '22 del teatro.

"Ma il tema - ha sottolineato Longobardi - è un altro ed è assolutamente serio: la SOSTENIBILITA’ FUTURA. Come può un Teatro che realizza la sua sopravvivenza con il Botteghino, sperare di arrivare illeso a fine stagione alle condizioni attuali? Ora, a metà settembre, annunciamo la nuova programmazione, e purtroppo siamo molto in ritardo. Significa che non c’è il tempo per diffondere la comunicazione in modo efficace e che gli spettatori si riavvicineranno con prudenza, mentre i costi certo non attenderanno che il ritorno alla normalità determini il riavvio delle entrate ordinarie".

Ora, ha proseguito Longobardi, "Non si può dire che lo Stato non abbia supportato il teatro nel periodo Covid, così devastante; ma il Teatro Privato ha costi di gestione più alti rispetto al supporto ricevuto. Il suo avviamento è compromesso. Ci vorrà tempo e volontà per tornare ad una stabilità. Chi potrà permetterselo? È dunque importante tutelare il Teatro Privato oltre quello Pubblico? Se la risposta fosse SI, allora gli Spettatori potranno decidere se farsi carico del futuro degli spazi culturali privati. Basterà pagare un biglietto intero, rinunciare a chiedere omaggi e sconti, sostenere il biglietto sospeso per giovani e categorie cadute in povertà e per coloro che fossero più sensibili supportare, attraverso una liberalità, progetti culturali proposti dal Teatro, anche attraverso Art- Bonus, strumento complicato, ma è quello che c’è. Insomma, solo una presa di coscienza e quindi una responsabilizzazione degli Spettatori potrà consentire di guardare al futuro in modo meno cupo. Mentre certamente anche le istituzioni, con i fondi del PNRR, possono fare una vera differenza e rilanciare in modo concreto e strategico lo spettacolo dal vivo. Se tutto questo non accadrà e quindi si lasciasse al suo destino un comparto già fragile e in difficoltà ante COVID, avremo tutti perso".

Ma veniamo alla nuova stagione "Al centro delle linee guida - ha precisato il Direttore - abbiamo messo la donna e la condizione femminile, sia in termini di emancipazione che nelle figure fragili e quindi più esposte ai soprusi. Si conferma lo spazio al teatro comico d’Autore, alla commedia brillante all’italiana. Alcuni spettacoli sono tra quelli sospesi nel ‘20 per il Covid: come "L’UOMO LA BESTIA E LA VIRTÙ", di Luigi Pirandello, e "LA MACCHINA DELLA FELICITÀ" di e con Flavio Insinna. La stagione, comunque, apre con un testo di estrema attualità, molto caldo, al centro di uno scontro di potere tra le istituzioni: si parla di Giustizia. Il testo è "IL SISTEMA", scritto dall’ex giudice Luca Palamara insieme al giornalista Alessandro Sallusti, ed è stato adattato per il teatro da Angelo Crespi e poi diretto e interpretato da Edoardo Sylos Labini con Simone Guarany. Al termine di ogni recita seguiranno dibattiti sui temi sollevati, alla presenza di Sallusti, Palamara, Sgarbi e tanti altri".

Impossibile parlare diffusamente degli altri tanti titoli in cartellone. Ma vogliamo evidenziarne soprattutto due, legati da un sottile "filo rosso": anzitutto "PARADISO DALLE TENEBRE ALLA LUCE", di Simone Cristicchi, scritto in occasione del settimo centenario della Morte di Dante.Il nuovo progetto del musicista, attore e scrittore che affronta il poema dantesco da un personale punto di vista: il viaggio di Dante come metafora dell’evoluzione ed elevazione umana, in ottica teatrale, per voce e orchestra sinfonica. Poi (recuperato dalla stagione precedente), "EZRA IN GABBIA O IL CASO DI EZRA POUND", scritto e diretto da Leonardo Petrillo, con Mariano Rigillo e Cicci Rossini. Uno spettacolo basato sulle ossessioni - giustizia, libertà e l'usura che corrode il mondo - che costituirono l’ossessione dell’uomo, e soprattutto dello scrittore e polemista, Pound: colto, qui, durante la barbara prigionia nel campo alleato di Cortano (Pisa), quando, nella primavera - estate del 1945, il filofascista Pound visse sospeso per mesi, come un animale, in una gabbia d'acciaio (analoga a quelle usate poi, sempre dagli americani, contro i guerriglieri vietcong in Vietnam). Dicevamo del legame Pound - Dante: sì, perchè i "Cantos", il poema che rappresenta il meglio della produzione poetica di Pound (specie proprio nelle pagine scritte a Cortano), ricorda sensibilmente in vari punti, per tono e ispirazione, il poema dantesco.






Questo è un articolo pubblicato il 16-09-2021 alle 10:14 sul giornale del 17 settembre 2021 - 136 letture

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