Visintin (candidato al Quarto nella lista civica 'Gualtieri Sindaco'): "Una nuova politica per tutte le periferie di Roma"

6' di lettura 27/09/2021 - Le periferie di Roma (premesso che il concetto stesso di periferia, come appunto “periferia estrema” della città “vera”, unico centro produttivo e luogo di decisiva negoziazione politica, oggi è fortemente messo in discussione da sociologi ed economisti), sono, oggi, anch’esse terreno di decisivo scontro politico, per le ormai prossime elezioni comunali e municipali.

Nell’abituale scelta di ascoltare esponenti di tutte le liste in corsa per il 3 ottobre, sentiamo questa volta un candidato della lista civica “Gualtieri sindaco”: Mirko Visintin, giovane musicista cresciuto appunto nelle periferie romane, candidato al Consiglio del IV Municipio, vasta area di Roma nordest, con quasi 200.000 abitanti.

Mirko, tu da anni sei impegnato in campo sociale, soprattutto con gli altri giovani del gruppo musicale “Mirko Valeri & i Via Greve”: col quale non solo avete inciso vari album, ma, insieme ad altri associazioni e professionisti, avete promosso – nei giorni piu’ neri della pandemia - la raccolta di fondi per l’azienda ospedaliera “San Giovanni - Addolorata” (per l’acquisto di materiale sanitario e di protezione individuale), e siete andati nelle case della gente che aveva difficoltà ad uscire, portandole anzitutto da mangiare. Quanto si ricollega, la tua candidatura, a queste esperienze?

Ci si ricollega strettamente: com’è, del resto, per tutti i candidati di questa lista civica, che appoggia appunto la candidatura di Roberto Gualtieri a sindaco senza, però, essere una lista di partito. Siamo presenti in tanti Municipi di Roma, io stesso sto aiutando anche candidati dei Municipi VI, VII e XII. Al Quarto, io sono candidato insieme ad Annalisa Garofalo, donna anche lei molto attiva in campo sociale; mentre altro importante esponente della nostra lista, Angelo Dominici, è candidato proprio all’ Assemblea Capitolina.

Ecco, partiamo appunto dalle periferie romane: che certo non sono piu’ quelle degli anni ’50 – ’70, teatro di miseria, fogne mancanti (in alcune borgate, addirittura sino ai primi anni ’90!), lotte sociali spesso cruente. Però – anche se le borgate sono quasi completamente scomparse - sono tuttora, in varia misura, carenti di servizi pubblici e sociali in genere, luoghi dove l’intervento pubblico è spesso assente o molto tardivo (pensiamo, ad esempio, ai contributi per l’emergenza abitativa, di cui oggi, causa il Covid, piu’ famiglie di prima hanno bisogno). Se sarete eletti, cosa vorreste fare appunto per le periferie?

Il lavoro da fare è enorme: quelle del Quarto, in un certo senso, sono emblematiche di tutta l’area periferica dell’Urbe. C’è un po’ di tutto, direi: in aree come San Basilio, Pietralata, Tiburtino III, Casalbertone, Casalbruciato, Rebibbia, il verde pubblico è decisamente insufficiente, o trascurato, vie e piazze, da anni, spesso sono ritrovo abituale di narcotrafficanti e tossicodipendenti, mentre in alcuni punti – come, ad esempio, all’incrocio tra Via Tiburtina e Via del Casale di S. Basilio – da decenni, ormai, incombono casermoni abbandonati (vecchi impianti industriali ormai dismessi) dove, la notte, bivaccano abitualmente drogati, balordi vari, extracomunitari sbandati.

Senza trascurare i problemi che ricordavi, parliamo anzitutto del verde pubblico…

Sì: la giunta Raggi, se ha svolto effettivamente un lavoro di riqualificazione, grazie anzitutto al servizio Giardini, nelle aree verdi storiche del Centro, ha però quasi completamente trascurato le periferie. Nel Quarto, appunto, se abbiamo il Parco di Aguzzano, tra la Nomentana e S. Basilio, che sta un po’ meglio, abbiamo poi aree molto importanti, sul piano naturalistico, completamente abbandonate: come la Riserva naturale dell’Aniene. Proprio in questa Riserva, poi, ai confini tra le aree urbane di Colle Aniene e Tor Sapienza, c’è l’importante Tenuta della Cervelletta (area di Tor Cervara): notevole dal punto di vista naturalistico e storico, con la torre e il casale medioevali (affidati dal Comune in custodia temporanea gratuita all'associazione di promozione sociale "La Cervelletta", con improvvisa revoca, però, a novembre 2015, N.d.R.), oggi del tutto trascurata e invasa dai rifiuti.

E per gli altri aspetti della tutela ambientale, com’è la situazione del Quarto?

Per non far che un esempio, Piazza Federico Sacco, vicino S.Maria del Soccorso, è tutta in forte degrado, anzitutto con l’autobus 111 (che ha lì il capolinea) che rilascia tranquillamente gas di scarico vicino a una scuola, proprio dove passano i bambini! Mentre nell’area dell’ex – mercato ci sono addirittura cabine elettriche con fili scoperti e a penzoloni! Sicurezza pubblica vuol dire anche maggior illuminazione serale e notturna di tante zone; oggi, invece, gravemente carente, ad esempio nell’altro importante parco pubblico di Via Matteo Tondi. E’ un degrado intollerabile, se sarò eletto dovrò mettere tutti questi temi in cima alla mia agenda, per un preciso dovere civico.

E cosa dire degli spazi culturali?

Che sono anch’essi del tutto insufficienti. Basti pensare che, in tutto il Quarto, non esiste un teatro né un cinema, e le stesse biblioteche pubbliche sono carenti: questo è ancor piu’ grave considerando che, da sempre, è proprio la cultura uno dei primi fattori di elevazione sociale, e politica, del cittadino. I fondi del Municipio per gli spazi e e le attività culturali, in accordo col Campìdoglio, andranno fortemente potenziati.

I fondi cui attingere sarebbero diversi: dal PNRR alla legge sulle periferie, votata dal Parlamento già parecchi anni fa…

Infatti. Ma – qui entro nel campo delle riforme istituzionali – per un migliore uso di questi fondi occorre anche potenziare nuovamente il decentramento amministrativo: potenziando, in tutta Roma, l’autonomia dei Municipi, che non possono piu’ essere, in definitiva, mere propaggini burocratiche del Campidoglio.

Sociale e cultura, insomma, sono i terreni dove tu egli altri esponenti di questa lista civica volete dare maggiormente battaglia?

Sì: per il sociale, non dimentichiamo poi la necessità sia di potenziare gli impianti sportivi esistenti (terreno, però, dove importante è l’apporto anche dei privati, in collaborazione col Comune) che di facilitare (ecco qui, di nuovo, l’importanza dell’intervento pubblico) la pratica dello sport anche ai cittadini disabili..

In ultimo, cosa mi dici della difficile convivenza cittadini – immigrati?

Come sappiamo, è un tema molto delicato: proprio a Tor Sapienza, ad esempio, negli ultimi 7 anni, spesso ci son stati momenti di forte tensione tra residenti e immigrati che trascuravano gravemente varie, semplici regole di convivenza civile (fondendo tranquillamente, ad esempio, metalli pesanti nelle proprie abitazioni, senza alcuna autorizzazione). Un aspetto importante, in questo campo (che, però, necessita d’una regolamentazione a livello nazionale, o almeno comunale) è quello dei minimarket: chi li gestisce, extracomunitario o italiano che sia, deve accettare l’equiparazione, negli orari d’apertura, ai negozi normali, e non restare aperto quasi tutta la notte, magari anche vendendo alcoolici oltre l’orario consentito.






Questa è un'intervista pubblicata il 27-09-2021 alle 09:46 sul giornale del 28 settembre 2021 - 268 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, roma, lazio, intervista, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cleo





logoEV