Il Consiglio Nazionale della FNSI in piazza a Montecitorio: "Per la preoccupante situazione della stampa, servono atti concreti"

2' di lettura 08/10/2021 - «Riparte oggi la mobilitazione per chiedere, di nuovo e con più forza, al governo attenzione su un settore, quello dell'informazione, vitale per la democrazia. La professione è sempre più sotto attacco, ma ai messaggi di solidarietà che si ripetono ad ogni aggressione, minaccia o tentativo di imbavagliare la stampa non segue alcun atto concreto. Chiediamo a chi ha il potere e il dovere di fare i provvedimenti: meno solidarietà e più atti concreti».

L'ha ribadito Raffaele Lorusso, segretario generale della FNSI, aprendo la riunione straordinaria del Consiglio nazionale convocato in piazza, davanti a Montecitorio, per sollecitare interventi «strutturali e urgenti» a sostegno del settore.

«Da anni – ha aggiunto – sono fermi in parlamento provvedimenti contro le "querele bavaglio", per la riforma della diffamazione, contro il precariato dilagante. E, nonostante i ripetuti interventi del presidente Mattarella in difesa del lavoro dei cronisti, nulla è stato fatto. Le condizioni di lavoro vanno sempre più peggiorando: i lavoratori dipendenti espulsi dalle redazioni, i cococo trattati peggio dei rider, il tavolo sull'equo compenso fermo a dispetto dei proclami. E a fronte di questa situazione drammatica il governo cosa fa? Accende i riflettori sull'Inpgi, il cui dissesto è figlio proprio della distruzione di posti di lavoro e della precarietà, pensando di poter dare un colpo di spugna al sistema di welfare della categoria senza voler affrontare le criticità strutturali del settore».

Commissariare l'Inpgi, ha incalzato Lorusso, «significa andare a mettere le mani nelle tasche dei colleghi. Il commissariamento dell'Inpgi sarebbe il commissariamento della professione. Non possiamo permetterlo. Serve invece concertazione, serve una riforma strutturale del settore. Quello che chiediamo al governo è di affrontare le criticità del mondo dell'informazione convocando attorno a un tavolo le parti sociali. Riteniamo sia il momento di chiedere con forza questo confronto. Di fronte a un rifiuto sarà inevitabile alzare il livello del confronto e gli operatori dell'informazione non potranno che far sentire propria voce con forme di protesta più forte, come lo sciopero».






Questo è un articolo pubblicato il 08-10-2021 alle 09:49 sul giornale del 09 ottobre 2021 - 128 letture

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