Omicidio Filo della Torre: torna libero dopo 10 anni l’assassino della contessa

3' di lettura 11/10/2021 - Manuel Winston Reyes, Il maggiordomo filippino che nel 1991 uccise Alberica Filo della Torre nella sua villa all’Olgiata a Roma, esce dal carcere dopo appena 10 anni, grazie a una serie di sconti di pena e l’11 ottobre, a 30 anni dall’uccisione della contessa napoletana, Reyes sarà libero.

Per individuarlo e incastrarlo, quale unico responsabile dell’omicidio avvenuto il 10 luglio del 1991 nella villa nella zona residenziale sulla Cassia a nord della capitale, c'erano voluti 20 anni. In un primo momento, gli inquirenti, avevano seguito piste sbagliate: i sospetti sul figlio dell’istitutrice, i macroscopici errori nel congelare la scena del delitto, l'insistere sulle piste più fantasiose, dagli inesistenti amori del marito al coinvolgimento dei servizi segreti, senza investigare a fondo sulle prove. A nessuno degli investigatori, chissà perché, era mai passato per la testa d'indagare proprio sul maggiordomo, furente con la Filo Della Torre che lo aveva licenziato, in fondo la cosa più semplice da pensare, e avrebbero incastrato subito il killer spietato. La svolta, solo nella primavera del 2011 e anche grazie alla tenacia del marito di Alberica, il costruttore romano Pietro Mattei , che aveva preteso il riesame delle tracce di Dna ritrovato sulla scena del delitto. Reyes era stato condannato a 16 anni di reclusione il 14 novembre del 2011 con rito abbreviato per aver strangolato la nobildonna, che si apprestava a festeggiare l’anniversario di matrimonio con Pietro Mattei. Sentenza confermata nel 2012.

L’ex maggiordomo ha quindi beneficiato di una serie di sconti che ne hanno ridotto la pena. «Ci hanno messo vent’anni a prenderlo e ora l’assassino di mia madre sta già per uscire di galera...», amareggiato e deluso, Manfredi Mattei, primogenito della contessa che in un‘intervista al Corriere si era sfogato. «Esce di galera per buona condotta e benefici vari. Ha fatto solo 10 anni, e già gliene avevano dati pochi, sedici: si può definire la pena giusta?» Dunque? La risposta è in un sorriso amaro: «Dunque andrò ad aspettarlo fuori dal carcere per fargli i complimenti, per stringergli la mano e dirgli bravo, te la sei sfangata... D’altra parte la legge è con lui». «Questa liberazione è qualcosa di assolutamente previsto e prevedibile, nel senso che in base al nostro ordinamento da un certo punto di tempo in poi, si inizia ad avere una serie di benefici e poi è previsto nel percorso di rieducazione del condannato che rientri in libertà prima della scadenza del termine.

Il punto è che è stato condannato a una pena mite, e su quello ha inciso il ritardo della giustizia italiana, spiega l’avvocato Giuseppe Marazzita, legale della famiglia Mattei. Se quest’uomo non fosse stato condannato 20 anni dopo i fatti, da un lato non si sarebbe prescritto uno dei reati, la rapina aggravata ragione dell’omicidio, dall’altro certamente la pena sarebbe stata più severa, perché si giudicava una persona che aveva appena commesso un omicidio, non una persona che lo aveva commesso in gioventù e nel frattempo aveva avuto un percorso di vita diverso». E in serata una manifestazione spontanea per protestare contro la scarcerazione di Manuel Winston Reyes si è svolta davanti al palazzo di giustizia. L’iniziativa è stata organizzata dagli amici di Manfredi Filo della Torre. I partecipanti hanno distribuito un volantino con scritto «Pietro Mattei messo in croce dai media ha combattuto 20 anni per avere giustizia. Winston, assassino di una madre, è libero dopo 10 anni. Chi sbaglia dovrebbe pagare, in Italia la pena è sempre incerta».






Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2021 alle 09:57 sul giornale del 12 ottobre 2021 - 249 letture

In questo articolo si parla di cronaca, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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