Dalla Puglia a Roma, dal Mediterraneo all'Europa, un'artista innovativa: Dominga Pascali

5' di lettura 07/01/2022 - Puglia: regione straordinaria, “dito” proteso nel Mar Ionio in incredibile sospensione tra passato e futuro, Occidente e Oriente, Europa ed Asia, Medioevo cristiano di castelli e torri anti - saraceni ed eroi omerici e virgiliani. Una terra che, restando al campo dell’arte in senso lato, ha prodotto, nel tempo, personalità come Pantaleone del Mosaico di Otranto e Corrado Giaquinto, Giuseppe De Nittis e Carmelo Bene.

Lungi da noi la retorica celebrativa, ma se vogliamo parlare di artisti che, nelle loro opere, riescon veramente a trasmettere le atmosfere del loro ambiente, dei luoghi dove si sono formati, nel caso della Puglia, parlando di giovani artisti, ci sembra giusto soffermarci un attimo su Dominga Pascali. Architetto e, soprattutto, pittrice, dall’ispirazione eclettica e dallo spiccato senso cromatico, che nei suoi quadri restituisce al pubblico i colori forti, le atmosfere assolate, i paesaggi a volte fertili, a volte aridi e tormentati delle Puglie.

Dominga Pascali(“nessuna parentela col grande Pino Pascali”, precisa lei sorridendo) nasce nel 1971 in provincia di Lecce, a Calimera: piccolo comune del Salento centrale, a 16 km a sud di Lecce, appartenente alla storica regione della “Grecia salentina”, isola linguistica di 9 comuni in cui si parla un antico idioma di origine greca, il “”griko” (“tuttora i miei parenti piu’ anziani spesso lo parlano”, precisa ancora lei). Un territorio popolato sin dall’età del bronzo, e un abitato le cui origini – come per gli altri centri ellenofoni del Salento – son riconducibili a una possibile colonizzazione bizantina, o, piu’ probabilmente, a più antiche radici magnogreche.

“Sin da piccola- racconta Dominga – avevo il desiderio di distinguermi, creare, lasciare un segno”.. E dopo aver seguito i primi corsi di pittura contemporanea, che la condurranno a 12 anni a vincere il premio al concorso di pittura estemporanea di Calimera, nel 1986, a 15 anni, si classifica al 3°posto ex aequo nel XII concorso interregionale di pittura " G. Cuomo " di Salerno. Negli anni del diploma d’arte a Lecce, poi, la Pascali sperimenta di tutto: china, acquerello, pastelli a cera, pastelli ad olio, ecoline, pirografia, carboncino, olio su tavola. Un percorso che la condurrà a Firenze, dove, dopo la laurea, ottiene l'abilitazione a esercitare la professione di architetto. Verso la fine degli anni ’90, lo stile pittorico di Domìnga si dirige verso un trasformismo concettuale che la portera’ anche ad assorbire e rielaborare echi dei grandi artisti: Kandinskij, Paul Klee, Gustav Klimt, Mondrian, Tamara De Lempicka, ma anche, aggiungiamo, il Futurismo italiano e certi spunti della pittura USA contemporanea.

Oggi, la pittura di Dominga Pascali si contraddistingue anzitutto per l’uso del colore molto forte, carico di significato. Influenzato sicuramente dalla sua terra d’origine, il Salento, dove i campi sono pieni di fiori colorati: papaveri, margherite, orchidee selvatiche, sulla terra di colore rosso, carica, come nella lontana Istria, di bauxite. E’ ricorrente nelle sue opere, infatti, un rosso infuocato, evidente richiamo agli spettacolari tramonti marini (ma anche, diremmo, possibile ricordo del Pontormo e di Caravaggio…). L’uso del colore, come in altri artisti, è condizionato dai suoi stati d’animo: colori cupi e freddi, come nero, blu, verde nei momenti più bui della sua vita, colori invece caldi nei periodi piu’ felici. Altro tratto distintivo di questa artista è il Segno, molto incisivo, sicuramente influenzato dal periodo universitario: quando la Pascali, per ultimare il percorso di studi universitari, prepara una tesi di laurea sulla presenza dei Messapi in terra salentina. Attraverso il segno, simboleggiato dalla freccia(che rappresenta direzione, dinamismo, velocità - con un richiamo, diremmo, anche alla tradizione futurista - e virilità), l’artista rappresenta strade, palazzi, alberi: sino a stilizzare la figura umana, rimandando così ai geroglifici e graffiti messapici ricorrenti negli ipogei sparsi in tutta la Puglia.

Dal 2011 a Roma, Dominga inizia ad avere nuovi riconoscimenti, e visibilità sulla stampa generalista e specializzata. Tra i migliori concorsi artistici cui ha partecipato, ricordiamo quello di Barcellona organizzato da Blipoint, dove si aggiudica il 3°posto ex aequo col quadro "Libertà mancanza di impedimenti". Esporrà, poi, presso il Centro culturale “Gabriella Ferri” di Roma, nell’importante mostra organizzata da Zétema.

Nel 2015 riceve il diploma d'onore "Premio città di New York", riconoscimento per le sue opere e le attività svolte. Alcuni dei suoi quadri, inoltre, diventano copertine di libri: come il saggio "Job insecurity over 40 usa e getta", di Stefania Mengoli, col quadro "Città Fantasma" (Ed. Gruppo Edicom); il romanzo "Social Crime", di Tommaso Accomanno, col quadro "Albero della Vita" (Ed. Gruppo Edicom), e vari altri. Seguono, nel 2019 –’20, altre importanti affermazioni: come l’inserimento, col quadro “Libertà: mancanza di impedimenti”, tra le 50 opere d’arte in selezione finale (su 612 partecipanti da tutto il mondo) al Premio Accademico Internazionale “Apollo Dionisiaco Roma 2019”, e la partecipazione alle collettiva di arte contemporanea e installazioni, con artisti internazionali, “Visitatori indecorosi” (primavera- estate 2019, presso “Galleria Ospizio Giovani Artisti” di Roma).

Nell’autunno 2021, infine, la partecipazione alla grande collettiva “Onyricon- La pittura sogna”: sino al 5 Dicembre scorso, a Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, quadri di Dominga Pascali sono stati esposti insieme alle opere di Benaglia, Calabria, Kokocinski, Borghese, Fortunato e molti altri nomi dell’arte contemporanea. Di questa mostra è stato pubblicato proprio ora il catalogo: “Un’ agenda d’arte 2022: con due pagine dedicate a me assieme ad altri artisti”, commenta con soddisfazione l’artista. “Sarà distribuita in musei, gallerie, biblioteche, consegnata a critici d'arte e venduta a chi è interessato. Il mio nome continua, così, a girare nel circuito artistico. Un ringraziamento speciale alla Galleria d’arte “Purificato – Zero”, che ha curato nei minimi dettagli questa meravigliosa iniziativa”.






Questo è un articolo pubblicato il 07-01-2022 alle 10:27 sul giornale del 10 gennaio 2022 - 427 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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