La SIAARTI: evitare che la lotta al Covid ponga in secondo piano le situazioni, diverse ma altrettanto critiche, di tanti altri pazienti

3' di lettura 18/01/2022 - In questi giorni - rileva la SIAARTI, Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva - tutto il Paese sta affrontando una nuova ondata della pandemia da SARS.CoV.2. L'impatto pandemico, oggi più che nel passato, mette sotto pressione non solo i processi vaccinali, ma anche una serie di scelte territoriali, protocolli e situazioni organizzative su cui SIAARTI intende richiamare l'attenzione delle istituzioni sanitarie.

“Registriamo tre fenomeni che destano la nostra preoccupazione”, dichiara Antonino Giarratano, presidente SIAARTI, “Il primo è naturalmente legato alle necessità dirette legate alla pandemia COVID.19, quelle delle sepsi e delle insufficienze respiratorie gravi che assorbono centinaia di posti letto e numerosissime risorse umane, tra cui in primo luogo quelle degli AnestesistiRianimatori. Il secondo: la sanità non-Covid.19 in molte regioni è travolta dalle esigenze della pandemia e forse anche – in alcune situazioni - dalle necessità di riservare posti letto per poter rimanere nei colori 'piu’chiari e meno emergenziali'. Sappiamo che questa criticità genera ritardi preoccupanti, ribaditi in particolare dal mondo della chirurgia e già presentati anche con un'interrogazione alla XII Commissione della Camera. E poi c'è il terzo fenomeno trascurato: la sanità per pazienti COVID.19 asintomatici non critici. Si tratta di centinaia di pazienti che vengono rilevati come positivi e che dovranno essere operati, trapiantati, ed assistiti nel postoperatorio intensivo. Occorre programmare oggi ciò che fra poche settimane - finita l'ultima ondata dell’emergenza pandemica - diventerà con ogni probabilità una nuova emergenza sanitaria”.

Il messaggio SIAARTI si basa sulle esperienze concrete dei coordinatori delle varie aree scientifiche della società. Come osserva Nicola Latronico (responsabile SIAARTI rianimazione e terapia intensiva): “Le Terapie Intensive COVID.19 stanno viaggiando verso la saturazione, con la necessità molto prossima di aprire altri posti sottratti alle TI non-COVID.19. Queste ultime, ridotte nella loro capacità di letti e personale, sono sotto pressione per far fronte alle patologie tempo-dipendenti (traumi, stroke), a patologie acute non-COVID.19 (sepsi, insufficienza respiratoria acuta) e per prendere in carico pazienti post-operatori complessi e gravi”.

La SIAARTI, in sostanza, vuol richiamare l'attenzione dei responsabili della sanità e del mondo politico sull'indispensabilità di evitare che le esigenze della lotta al Covid pongano in secondo piano - come purtroppo è accaduto, soprattutto nel 2020 - le situazioni, diverse ma altrettanto critiche - di tanti altri pazienti (in alcune ASL della penisola, Roma compresa, addirittura programmare delle analisi del sangue è diventato un'impresa difficile, la cui riuscita può richiedere addirittura un anno e mezzo!). Pressioni estreme su terapie intensive ed anestesia, percorsi chirurgici a rischio di continuo rimando, pazienti asintomatici, garanzia di parti sicuri, carenza di protocolli chiari in situazioni che non erano preventivabili solamente due o tre mesi fa: SIAARTI chiede che questi ambiti non siano sottaciuti o sottovalutati a causa dell'attuale pressione globale.

Alla luce di questi dati e considerazioni, Antonino Giarratano, a nome di tutta SIAARTI, invita il Ministero della Salute e le Regioni a “porre l'attenzione su queste criticità e a pianificare azioni e metodi di intervento, affinché il SSN, impegnato oggi su due fronti così scottanti (lotta al COVID.19 e programmazione degli interventi previsti nel PNRR) sappia imprimere un indirizzo chiaro sulla gestione di queste problematiche: per evitare il collasso del Sistema Sanitario nei prossimi mesi”.






Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2022 alle 10:36 sul giornale del 19 gennaio 2022 - 106 letture

In questo articolo si parla di roma, lazio, Fabrizio Federici

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