Micich (Direttore Archivio-Museo storico di Fiume a Roma): "Indegno rimettere una stella rossa su un grattacielo di Fiume"

4' di lettura 20/01/2022 - "La stella rossa è un simbolo del regime comunista jugoslavo, regime che ha certamente contribuito a sconfiggere il nazifascismo a Fiume e nella Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale; di questo fatto esiste già un monumento a Fiume - Rijeka (che oggi fa parte della Croazia, N.d.R.), lungo il fiume Eneo o Rjecina.

Ma la stella rossa purtroppo rappresenta anche un' altra faccia: quella antidemocratica del regime di Tito, che a Fiume, con la regìa della polizia segreta Ozna, ha causato tra il 1945 e il 1946 circa 600 liquidazioni sommarie di italiani, tra cui molte donne e semplici civili".

E' esplicito, come sempre, Marino Micich, Presidente dell’Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata nel Lazio e Direttore dell’Archivio - Museo storico di Fiume con sede a Roma in Via Cippico, nel Quartiere Giuliano - Dalmata (nato, nell'immediato dopoguerra, per accogliere gli italiani profughi appunto dalle regioni fiumana, istriana e dalmata, cadute sotto il regime comunista jugoslavo). Micich è nato nel 1960 appunto a Roma, nel Villaggio Giuliano - Dalmata, da genitori dalmati giunti in Italia, da Zara, nel '57: Come tanti altri profughi di Zara, i Micich faticarono non poco a trovare una sistemazione stabile, peregrinando tra i 109 campi profughi allestiti dal Governo e trovando infine accoglienza a Roma. Dove, però, tutta la Comunità istriano - giuliano - dalmata subì a lungo l'ostracismo (dopo già quello del Norditalia) dei cittadini della capitale, fortemente influenzati dalla campagna denigratoria attuata dal PCI contro i reduci di tutte quelle zone, sbrigativamente accusati di essere filofascisti.

"In quel triste periodo", ricorda Micich, non solo tanti italiani, ma anche "un certo numero di croati non comunisti fu eliminato anche a Sussak, vicino Fiume (tra essi, pure il parroco Martin Bubanj). Inoltre, il regime con la stella rossa di Belgrado dette il via all' esodo di circa 38.000 fiumani.Voglio ricordare che, se oggi la democrazia in Croazia esiste, non è grazie al regime jugoslavo di Tito, ma grazie alla "Guerra Patriottica" iniziata dal presidente Trudjman nel 1991, e conclusasi definitivamente nel 1996".

La questione, poi, prosegue il Direttore dell’Archivio - Museo storico di Fiume, non può non porsi in un contesto anche europeo, sovranazionale: "Nell'odierna Unione Europea non c' è posto per simboli di poteri statali che hanno significato, a guerra finita, nuove dittature. Il 19 settembre 2019, poco piu' di due anni fa, è il giorno in cui Comunismo e Nazismo sono stati equiparati in una storica Risoluzione del Parlamento della UE (di cui la Croazia fa parte): votata con 535 voti a favore, 66 contro e 52 astenuti. Ci chiediamo: che fine ha fatto? La stella rossa ha un significato ambiguo, perché simbolo della lotta comunista per la liberazione dal nazifascismo, ma anche, in seguito, simbolo di regimi dittatoriali e antidemocratici. Darle tutta questa evidenza rappresenta un atto divisivo e non conciliatorio (proprio sul grattacielo di Fiume, in passato, ha svettato per decenni la stella rossa con la scritta "Tito"). Non è pertanto il " neboder' progettato dall' architetto triestino Nordio, il posto giusto per esibirla. Il luogo più adeguato sarebbe in un museo, con tutte le dovute spiegazioni relative all'opera dell'artista che l'ha realizzata. Opera in cui - conclude Micich - è presente anche un errore storico: l'artista, infatti, parla di 2.800 schegge di vetro rosse, quanti sarebbero i partigiani morti per la battaglia di Fiume, ma le ricerche più serie parlano di "solo" 450 partigiani circa, morti per la conquista della città".

La Procura statale di Fiume, però, riferisce il quotidiano triestino "Il Piccolo", ha respinto la denuncia presentata, su questo tema, da uno schieramento dell'estrema destra croata, il Partito autoctono croato dei Diritti: che aveva chiamato in causa l'artista Nemanja Cvijanović – cui si deve appunto l'opera installata sul tetto del grattacielo: artista che. con idee di sinistra e antiglobaliste, mette in discussione temi socio-politici del recente passato – e l'ex sindaco di Fiume, il socialdemocratico (secondo alcuni, alquanto "filotitino"...) Vojko Obersnel. Entrambi accusati di incitamento alla violenza e all'odio: vòlto, secondo i denuncianti, alla svalorizzazione dello Stato croato e della "Guerra patria": il conflitto che nel 1991 -1995, durante la dissoluzione dell'ex - Jugoslavia e il distacco di Zagabria da Belgrado, oppose le Forze armate croate e i ribelli serbi (che, un po' come in Bosnia, stavano cercando di creare, sul territorio croato, una "Repubblica serba" fedele a Belgrado).






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2022 alle 11:34 sul giornale del 21 gennaio 2022 - 190 letture

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