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comunicato stampa

Costantino e gli altri. Le statue giganti nell'antica Roma

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La passione dei romani per le imponenti opere scultoree che rappresentavano divinità o imperatori divinizzati ha lasciato diverse tracce sparse tra strade e musei.

La colossale statua di Costantino, ricostruita a dimensione reale e visitabile gratuitamente nel giardino di Villa Caffarelli, in Campidoglio, non era un esempio isolato nell’antichità.

Cos’erano gli ‘acroliti’

Così si definivano statue di grandi dimensioni con le parti esposte, come la testa, le mani, i piedi, realizzati in pietra, per lo più marmo, e quelle coperte dai vestiti realizzate in legno o metallo.

La statua di Augusto ai Mercati di Traiano

Basta spostarsi di poco rispetto al Campidoglio per trovare al Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali tre frammenti della grande statua attribuita al Genio di Augusto. L’opera era imponente e deve essere stata pensata proprio per la collocazione all’interno della sala del Colosso, ricostruita in questo tour virtuale. L'opera era di straordinaria fattura, se ci si sofferma sul dettaglio delle vene, e scolpita nel prezioso marmo pario.

L’ipotesi sulle dimensioni pari a circa 11 metri è stata ricavata dalle impronte delle dita dei piedi impresse sul podio sul quale poggiavano: 177 centimetri per il piede sinistro in posizione avanzata e 166 centimetri per il destro. Oggi il museo offre ai visitatori una suggestione della grandezza reale, attraverso il frammento del braccio posto su un supporto trasparente.

Qui un video con la ricostruzione della sala e dell'imponenza della statua.

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Colosso di Augusto - Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Il misterioso Piè di marmo

All’incrocio tra via del Piè di Marmo e via di Santo Stefano del Cacco si trova un curioso piede scolpito nel marmo, quel che resta di un'altra statua di poderose dimensioni.

Riprodotto con indosso la “crepida”, una tipica calzatura di origine greca, è lungo 123 centimetri, e si può ipotizzare appartenesse ad una statua originale alta circa 8 metri.

Probabilmente era di epoca romana e collegato al tempio dedicato al culto di due divinità egizie, Iside e Serapide, al Campo Marzio, anche se non è ancora identificato con precisione il soggetto rappresentato.

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Frammento a via del Piè di Marmo

I colossi di Largo Argentina

Lineamenti regolari, incorniciati da ciocche ondulate e grandi occhi con un taglio leggermente allungato. Così si presenta la testa colossale femminile, molto probabilmente un acrolito, ritrovata in uno dei templi dell’area sacra di Largo Argentina. Precisamente il tempio C. Raffigura Feronia, un’antica divinità rurale, ed è conservata nel nuovo spazio espositivo di Largo Argentina.

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Ritrovamento della Testa della dea Fortuna a Largo Argentina nel 1929

Il sito ospitava quattro templi di età repubblicana al centro di un vasto porticato quadrangolare. E durante gli scavi della fine degli anni Venti del Novecento è tornata alla luce anche un’altra statua colossale di 8 metri, nelle vicinanze del tempio a pianta circolare attribuito alla dea della “Fortuna odierna”.

Dell’opera, databile alla fine del II secolo a.C., rimangono solo alcune parti esposte nel Museo della Centrale Montemartini: la testa, ben conservata, il braccio destro e i piedi.

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Frammenti della dea Fortuna - Museo della Centrale Montemartini


  


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2024 alle 07:11 sul giornale del 28 febbraio 2024 - 26 letture






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